Voti anticipi fantacalcio Serie A 23.a giornata: Chiesa è solo, Zapata luci e ombre. Ronaldo velocista, Pjanic horror, Borini ovunque

Partita subito viva tra Fiorentina e Atalanta al Franchi. Al 10’ il primo squillo è di Ilicic che dalla sua mattonella calcia sul secondo palo con il mancino, palla che sfila a lato. Poco dopo lo stesso sloveno penetra in area e calcia, la respinta trova Castagne ed altra conclusione ma Dragowski respinge in modo ottimale. Al 18’ è Pasalic a graziare la Fiorentina con il solito Ilicic che serve Castagne, cross basso e rigore in movimento con il croato che tutto solo con il piattone manda a lato incredibilmente. Al 25’ si fa vedere la Fiorentina con Chiesa che serve Cutrone in verticale e conclusione da posizione defilata, Gollini respinge. Al 32’ la Fiorentina passa in vantaggio con Chiesa: gran destro al volo dalla distanza dopo una respinta della difesa sul quale Gollini riesce solo a toccare,. Al 41’ Zapata si tuffa goffamente in area e rischia l'espulsione in quanto già ammonito per aver simulato. Un minuto dopo grande chiusura di Igor su Pasalic pronto a battere a rete da pochi passi.

Nella ripresa Iachini opta subito per il cambio Cutrone-Vlahovic. Al 49’ l’Atalanta pareggia proprio con Zapata: Ilicic trova Gomez con una bellissima imbucata, Dragowski respinge ma sulla ribattuta non può sbagliare Zapata. All 61’ ci prova Pasalic ma il tiro va a lato, nel capovolgimento grandissimo lavoro di Vlahovic che si libera al tiro con una finta ma calcia con il suo piede debole addosso a Gollini. Al 68’ è bravissimo Gollini ad intercettare un bel cross di Vlahovic per Chiesa. Al 71’ Malinovskyi calcia dalla distanza, Dragowski calcola male la traiettoria e si fa passare la sfera sotto il corpo colpevolmente. .A due minuti dalla fine ci prova Chiesa dalla distanza ma è alta la sua conclusione, Atalanta che con i 3 punti di oggi resta per il momento sola a al quarto posto.

Per i viola non basta un ottimo Chiesa, Cutrone evanescente, Dragowski stavolta la combina grossa. Per i nerazzurri Ilicic spadroneggia, Zapata in area non sbaglia ma resta la brutta copia del centravanti totale che conosciamo, Malinovskyi si conferma cambio di lusso per Gasperini e Gollini sul gol viola ha più di una colpa.

Nei primi minuti non sono arrivate chiare occasioni da rete né da una parte né dall’altra tra Toro e Sampdoria, con le due squadre molto attente in difesa negli ultimi 16 metri. Più frizzante il Toro che ha visto molti scambi tra i tre giocatori offensivi, Verdi, Belotti e Berenguer: la prima vera conclusione è arrivata dai piedi di Lukic dopo una bella azione di Verdi. Arriva a fine primo tempo il pericolo più grande per i granata, con la solita super parata di Sirigu, che ha tolto le castagne dal fuoco su un tentativo di Ramirez.

Granata che in avvio di ripresa rischiano grosso: al 5'prodezza difensiva del Torino: Nkoulou ferma Ramirez lanciato in campo aperto contro Sirigu, con un intervento disperato ma pulito. Sembra una partita di sofferenza, ma dal nulla spunta il vantaggio granata con Verdi che sfrutta un’intuizione di Berenguer e un buco di Colley per pizzicare la sfera col sinistro quel tanto che basta per eludere l’uscita di Audero. Primo gol stagionale per l'ex Bologna. Dopo il vantaggio, i granata provano a spingere sull’acceleratore, servono 16 minuti alla Sampdoria per tornare ad essere pericolosa con una discesa di Ekdal.  Ma la doccia fredda arriva al 70′ per il Toro. Su un calcio di punizione, generato da un fallo di Rincon dopo un errore banale in uscita da parte di Lyanco, Ramirez è perfetto: una conclusione di sinistra precisissima, sulla quale neppure Sirigu può fare nulla.
 

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Passano pochi minuti e i blucerchiati battono velocemente sorprendendo la difesa granata e andando in gol con Ramirez, indisturbato nel punire Sirigu in area. Il Torino protesta e poi capitola nuovamente nell’azione successiva: calcio di rigore per la Sampdoria e rosso per Izzo, che trattiene Quagliarella al momento del tiro in porta. Dal dischetto l'attaccante napoletano non sbaglia e sigla il 3-1 finale.

Altra serataccia per Izzo in difesa, Berenguer ci prova, per Verdi il gol e il buio, Belotti mai rifornito a dovere e a tratti nervoso. Bene Ekdal davanti alla difesa, imperfetto Colley, Ramirez è uno spettacolo per gli occhi, altra prova da leader per Quagliarella mentre Linetty è ormai imprescindibile.

Parte meglio il Verona, aggressivo come si pensava, subito Faraoni costringe Szczesny alla paratona. Poco dopo Pessina devia e finisce di poco a lato. Hellas molto meglio, aggressivo e pericoloso. La Juventus reagisce con Dougla Costa che salta due avversari e colpisce una clamorosa traversa. Gol Verona con Kumbulla di testa, ma il Var annulla per fuorigioco. Bianconeri pericolosi con Ronaldo che prima prende un clamoroso palo e poi mette a lato di poco. Primo tempo che si chiude in pareggio, match equilibrato, meglio il Verona all’inizio e la Juventus a fine primo tempo. 

Nessun cambio ad inizio ripresa. La Juventus pressa e va vicina al gol con una deviazione di mano su cui il Var non interviene. Entra Verre ed esce Veloso con Pessina che scala a centrocampo. Esce Higuain ed entra Dybala, riprende a spingere il Verona in un match apertissimo. 

La Juventus passa con una grandissima azione che parte da Dybala, Ronaldo fa l’uno-due con il compagno e segna un gol bellissimo saltando il difensore del Verona con un doppio passo, Si fa male Douglas Costa ed entra Ramsey. 

La squadra di Juric appare indemoniata e passa su rigore al minuto 86: contrasto tra Kumbulla e Bonucci che ci mette il braccio ed il Var indica il dischetto con Pazzini che non sbaglia. La Juventus prova a reagire nel finale ma non succede nulla nemmeno nei 6' di recupero concessi da Massa.

Nell'Hellas prestazione enorme per Kumbulla e Rrhamani, Borini da falso nove è una mina vagante, Amrabat stavolta usa sempre la testa, Pessina fa le due fasi egregiamente e Pazzini entra e mette apprensione costante, Nella Juve Pjanic e Bonucci sul banco degli imputati, Higuain assente ingiustificato, Douglas Costa e Ronaldo migliori in campo per distacco.