Giovane al Napoli: titolarità e consigli per il fantacalcio

Il trasferimento di Giovane al Napoli è una di quelle notizie che, in chiave fantacalcio, vanno lette con attenzione e senza farsi prendere troppo dall’entusiasmo. Il nome nuovo, la maglia azzurra e l’investimento del club spingono naturalmente molti fantallenatori a chiedersi se possa rimanere un affare, ma la risposta sta tutta nel contesto e nel modo in cui il Napoli intende utilizzarlo.


Giovane arriva come profilo giovane e di prospettiva, non come titolare designato. È un attaccante moderno, rapido, tecnico, bravo a muoversi tra le linee e a creare superiorità nell’uno contro uno. Non è il classico centravanti d’area che vive di palloni sporchi e tap-in, ma un giocatore che ha bisogno di spazio, ritmo e fiducia per incidere. Quando parte largo o da seconda punta può accendersi all’improvviso, con una giocata, un assist o un gol nato quasi dal nulla. Ed è proprio questo il motivo per cui intriga tanto al fantacalcio.


Il problema è che al Napoli partirà  indietro nelle gerarchie. La concorrenza è importante e la sua gestione sarà graduale. È facile immaginarlo spesso impiegato a gara in corso, utilizzato per spaccare le partite quando il ritmo cala o quando serve imprevedibilità negli ultimi metri. Questo tipo di utilizzo, dal punto di vista fantacalcistico, porta con sé due conseguenze molto chiare: da un lato riduce la continuità di voto e di minutaggio, dall’altro lascia aperta la porta a bonus improvvisi, magari pesanti, proprio quando meno te lo aspetti.



Giovane al Napoli: titolarità e consigli per il fantacalcio


In ottica fantacalcio, quindi, Giovane va letto come una scommessa offensiva, non come una certezza. I bonus possono arrivare, soprattutto sotto forma di assist e gol “da subentrante”, ma difficilmente saranno distribuiti con regolarità. Non è il giocatore che schieri ogni domenica senza pensarci, bensì quello che tieni in rosa aspettando il momento giusto, la partita giusta o la crescita definitiva nel corso della stagione.


Arrivando alla domanda chiave, ovvero quanti crediti investire, il discorso diventa molto pratico. Il suo valore reale sta nella fascia medio-bassa dell’attacco: un prezzo intorno ai 25–35 crediti è quello che meglio rappresenta il rapporto tra rischio e potenziale.  Salire troppo oltre, invece, significa pagare più il nome e la suggestione Napoli che il reale rendimento fantacalcistico atteso.


In un’asta di riparazione, dove spesso i prezzi si gonfiano, ci si può spingere un po’ più in alto, ma sempre con moderazione. Superare i 40–45 crediti inizia a essere rischioso, perché a quel punto il mercato offre profili magari meno affascinanti, ma decisamente più affidabili in termini di minutaggio e continuità.


In conclusione, Giovane è il classico giocatore che può farti sorridere in alcune giornate e sparire in altre. Ha talento, gioca in una squadra che crea occasioni e ha margini di crescita evidenti. Se lo paghi il giusto, può diventare una bella arma dalla panchina; se lo strapaghi, rischia di trasformarsi in una delusione silenziosa.


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