Il mercato di riparazione non è fatto per i colpi da copertina, ma per correggere rotta e gerarchie. Gli innesti di Lovric, Nicolussi e Sohm vanno letti proprio così: operazioni mirate, silenziose, che possono incidere più di quanto dica il nome. Tra nuovi equilibri, minutaggi da ridisegnare e ruoli da interpretare, la domanda è una sola: queste mosse stanno davvero cambiando l’appeal fantacalcistico delle squadre coinvolte?
1- SANDI LOVRIC ( VERONA)
Il passaggio dall’Udinese al Verona riaccende una fiammella che in Friuli si era ormai spenta. Nella prima parte di stagione appena 4 partite a voto, media 5,75 e un solo assist a referto: numeri che raccontano di un giocatore ai margini e poco coinvolto. In gialloblù lo scenario cambia, perché spazio e fiducia non dovrebbero mancare: Lovric parte come possibile titolare e come pedina utile nelle rotazioni del nuovo allenatore del Verona. Al fantacalcio, però, va inquadrato senza illusioni. I tempi d’oro del primo anno a Udine, chiuso con 5 gol, sembrano lontani e oggi l’austriaco resta un profilo da low cost di seconda fascia, buono solo a prezzo molto basso per completare il centrocampo. Scommessa di profondità, più che vera occasione da rilancio.
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2- HANS NICOLUSSI CAVIGLIA ( PARMA)
Il trasferimento dalla Fiorentina al Parma è un ritorno a un contesto più familiare, ma non cancella i dubbi fantacalcistici. In viola ha raccolto 8 partite a voto con appena un assist, senza mai diventare davvero centrale nel progetto. All’esordio con il Parma è arrivata subito una maglia da titolare, nella pesante sconfitta interna 1-4 contro la Juventus: 65 minuti in campo e 5,5 in pagella, segnale di fiducia immediata ma anche di un inserimento ancora tutto da costruire. Rispetto alla scorsa stagione a Venezia il confronto è inevitabile: 35 partite a voto, 4 gol e 3 assist, numeri che raccontavano un centrocampista molto più coinvolto e continuo. Oggi Nicolussi Caviglia non è un vero profilo da fanta, almeno nell’immediato. Tuttavia, nella parte finale della stagione potrebbe gradualmente riavvicinarsi ai numeri dell’anno scorso, soprattutto se troverà continuità e responsabilità nel centrocampo ducale. Conclusione chiara: scommessa, non certezza. Da prendere solo in un reparto già solido, puntando su un possibile rendimento in crescita più che su bonus immediati.
3- SIMON SOHM ( BOLOGNA)
Il passaggio dalla Fiorentina al Bologna, nello scambio con Fabbian, non chiarisce subito l’orizzonte fantacalcistico di Sohm. I numeri della prima parte di stagione parlano chiaro: 14 partite a voto, un solo assist e fantamedia 5,61, ben lontani dal centrocampista visto a Parma, capace di chiudere con 37 presenze e 4 reti. A complicare il quadro c’è il contesto Bologna, che per i fantallenatori è diventato un vero e proprio rebus. Italiano cambia spesso uomini, relegando in panchina anche profili “pesanti” come Orsolini, Castro e Odgaard, spesso in modo imprevedibile. In questo scenario Sohm dovrebbe ritagliarsi spazio come alternativa a Odgaard nel ruolo di trequartista, ma senza garanzie di continuità. Il consiglio ricalca quello dato per Nicolussi Caviglia: scommessa pura, da prendere solo in un reparto già solido, che non rischi di lasciarvi in dieci nelle giornate sbagliate. Anche perché siamo nel mercato di riparazione e al fantacalcio, in questo momento dell’anno, conta una cosa sola: certezze e sicurezze.
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