Il fantacalcio è anche (e soprattutto) un gioco di nervi. Ci sono momenti in cui guardi la tua rosa e ti chiedi se stai avendo pazienza o se stai semplicemente buttando punti settimana dopo settimana. Ed è proprio qui che nasce il dubbio più classico del fanta: tengo o scambio? Alcuni nomi, più di altri, mettono alla prova la fiducia dei fantallenatori. Giocatori forti, con status importanti, ma che per motivi diversi non stanno rendendo quanto promesso. Lorenzo Pellegrini, Kristjan Asllani e Lois Openda rappresentano tre casi molto diversi, ma accomunati dalla stessa domanda che rimbalza nelle chat di lega: ha ancora senso puntarci o è il momento giusto per monetizzare? C’è chi li difende a spada tratta aspettando la svolta, chi invece è pronto a sacrificarli al primo scambio decente. In questo articolo li analizziamo uno alla volta, senza isterismi ma anche senza fanta-nostalgia, per capire se conviene tenere duro o cambiare strategia prima che sia troppo tardi.
1- LORENZO PELLEGRINI ( ROMA)
I numeri aiutano sempre a fare chiarezza, e quelli di Lorenzo Pellegrini raccontano una storia abbastanza chiara: media del 6,50, 13 partite a voto e appena 2 gol. Dati che, se letti senza il peso del nome sulla maglia, parlerebbero di un centrocampista normalissimo. E invece stiamo parlando di quello che, fino a qualche anno fa, era considerato un top assoluto di reparto. Il problema è che oggi Pellegrini vive più di reputazione che di reale impatto fantacalcistico. La concorrenza sempre più folta, una condizione fisica spesso precaria e una gestione che lo porta a saltare diverse partite o a giocare spezzoni importanti hanno ridimensionato parecchio il suo valore. In molte leghe è diventato il classico giocatore che “fa gola solo per il nome”, ma che in campo porta bonus col contagocce. Proprio per questo, il consiglio è piuttosto netto: va scambiato. Se qualcuno in lega è ancora disposto a valutarlo come un centrocampista di status superiore, è il momento giusto per approfittarne e puntare su un profilo più continuo e centrale nel proprio sistema di gioco. Se però il mercato è bloccato e nessuno abbocca, allora tanto vale essere pragmatici. In questo caso, meglio svincolarlo e reinvestire su profili presenti nel listone, magari meno “nobili” ma decisamente più utili. Un esempio interessante è Taylor, nuovo arrivato in casa Lazio, che può garantire minutaggio, freschezza e potenziale rendimento superiore rispetto a un Pellegrini ormai lontano dai fasti di un tempo.
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2- KRISTJAN ASLLANI ( TORINO)
Se per Pellegrini il problema è il ridimensionamento, per Kristjan Asllani il discorso è ancora più netto. I numeri parlano chiaro e sono impietosi: media del 5,25, 14 partite a voto, zero bonus. A completare il quadro, il rigore sbagliato che non solo ha inciso sul rendimento, ma gli è costato anche la perdita definitiva dei calci piazzati. Arrivato dall’Inter con l’etichetta di titolare e rigorista del Torino di Baroni, Asllani doveva rappresentare una scommessa intrigante, capace di unire minutaggio e responsabilità. La realtà, però, è stata ben diversa: prestazioni opache, nessun apporto concreto al fanta e, col passare delle giornate, anche la perdita del posto da titolare. Un mix letale per qualsiasi centrocampista fantacalcistico. In questo caso il consiglio è quasi obbligato. Se qualcuno in lega crede ancora nel nome o nel “potenziale inespresso”, va scambiato subito, magari inserendolo come pedina secondaria in uno scambio multiplo per arrivare a un titolare vero, uno che porti voto sicuro e continuità. Se invece non c’è margine di manovra sul mercato, la scelta è una sola e non va rimandata: svincolarlo. Tenere Asllani in rosa oggi significa occupare uno slot che può essere utilizzato in modo decisamente più produttivo.
3- LOIS OPENDA ( JUVENTUS)
Qui il discorso si fa delicato, ma non per questo meno chiaro. Lois Openda viaggia su una media del 6,06, con 13 partite a voto e un solo gol all’attivo: numeri decisamente troppo bassi per un attaccante su cui molti avevano investito aspettandosi ben altro impatto. Il problema, però, non è solo statistico. Al momento il posto da titolare è occupato da Jonathan David, e la sensazione è che le gerarchie offensive non siano affatto a favore di Openda. A complicare ulteriormente il quadro c’è il rientro imminente di Dušan Vlahovic dall’infortunio, che rischia di chiudere ulteriormente gli spazi e ridurre ancora il minutaggio a disposizione. Come se non bastasse, il mercato potrebbe riservare un’ulteriore mazzata: nelle ultime settimane si fanno sempre più insistenti le voci che accostano Jean-Philippe Mateta alla Juventus. Un eventuale nuovo innesto offensivo renderebbe la situazione di Openda ancora più ingarbugliata e poco appetibile in ottica fantacalcistica. Dal punto di vista del mercato fanta, la realtà è che Openda è difficilissimo da scambiare. Il rendimento non invoglia, il contesto non aiuta e il nome, da solo, non basta più a convincere. La solfa, dunque, rimane la stessa già vista per Pellegrini e Asllani: se qualcuno in lega abbocca, bene provarci, anche qui magari all’interno di uno scambio multiplo. Altrimenti, senza troppi rimpianti, il consiglio è netto: va assolutamente svincolato. Tenere Openda in rosa oggi significa sperare in una svolta che, al momento, non trova appigli né nei numeri né nelle prospettive.
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