Guai fisici e turnover, che succede a Riccardo Orsolini?

Nel panorama del fantacalcio, Orsolini rappresenta uno di quei giocatori capaci di spostare gli equilibri di una giornata con una sola giocata. Esterno offensivo del Bologna, mancino creativo, istintivo e diretto, è un calciatore che vive di strappi, conclusioni improvvise e movimenti che sorprendono le difese. Quando è in condizione, è uno di quei profili che accendono le partite e fanno felici i fantallenatori. Eppure, attorno al suo nome, ogni stagione aleggia sempre la stessa domanda: quanto sarà davvero disponibile?


Orsolini è un giocatore che porta gol e assist, ma anche una certa dose di imprevedibilità legata alla sua tenuta fisica. Negli ultimi anni, infatti, la sua continuità è stata spesso interrotta da problemi muscolari, soprattutto alla coscia. Stop che non si limitano a qualche giorno di riposo, ma che in più occasioni lo hanno costretto a restare fuori per settimane, spezzando ritmo e condizione. Per un fantallenatore questo significa una cosa sola: non sempre si può contare su di lui con regolarità, e il rischio di ritrovarlo indisponibile nei momenti chiave della stagione è concreto.


Anche quando rientra, poi, non è scontato che torni subito a pieno regime. Dopo gli infortuni, la gestione tende a essere graduale: minutaggi controllati, ingressi a gara in corso, partite in cui viene preservato per evitare ricadute. Tutto questo incide direttamente sul fantacalcio, perché meno minuti significano meno occasioni per incidere, e Orsolini è uno che ha bisogno di ritmo per essere davvero determinante.


A complicare il quadro c’è poi la questione turnover. Con calendari sempre più fitti e partite ravvicinate, la gestione delle energie diventa fondamentale. In questo contesto, un giocatore con una storia recente di problemi muscolari è tra i primi a essere dosato. Può capitare che parta dalla panchina in gare sulla carta favorevoli o che venga sostituito presto quando il risultato è in controllo. Non è una bocciatura tecnica, ma una scelta di equilibrio: preservare il talento per averlo al meglio nel lungo periodo.



Guai fisici e turnover, che succede a Riccardo Orsolini?


E qui sta il paradosso fantacalcistico di Orsolini: non è un giocatore “sicuro”, ma è uno che può decidere le partite. La sua capacità di portare bonus resta elevata. Sa calciare, attacca l’area, si prende responsabilità, e nei momenti giusti può infilare anche filotti di gol. È il classico profilo che, se in forma, vale da solo il prezzo del biglietto — ma che richiede coperture adeguate in rosa.


In ottica fantacalcio, quindi, Orsolini non va visto come un titolare fisso da dimenticare lì per 38 giornate, bensì come un’arma offensiva da gestire. Chi lo prende deve mettere in conto qualche assenza, qualche panchina inattesa, qualche voto saltato. Ma deve anche sapere che, quando sta bene, è uno di quei centrocampisti/esterni che possono regalare bonus pesanti e cambiare il destino di una giornata.


Il suo valore, in definitiva, resta alto, ma non è quello di un giocatore “senza pensieri”. È un investimento a rendimento potenzialmente elevato, accompagnato però da un rischio strutturale: la sua fragilità muscolare e la gestione delle rotazioni. In una rosa profonda è un lusso; in una squadra corta può diventare una scommessa complicata.
Orsolini, insomma, è così: esplosivo, decisivo, ma da maneggiare con cura. Ed è proprio questo mix tra talento e incertezza a renderlo uno dei nomi più affascinanti e discussi del fantacalcio.


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