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Sarà duello Milan - Inter per la Serie A?

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In questo campionato di Serie A sembra regnare l’equilibrio. Un equilibrio che però vede due grandi protagoniste: Milan e Inter.  Al momento sono infatti le due cugine milanesi le principali indiziate per la conquista dello scudetto, anche se per come vanno le cose sembra più una partita di poker o blackjack. Quale squadra sta bluffando e quale invece riuscirà davvero a ritornare al trionfo dopo tanti anni di dominio bianconero? Difficile dirlo al momento anche perché la strada da fare è ancora tanta.

 

L’ultimo derby scudetto Milan-Inter risale al 2011, primo anno post Triplete nerazzurro e ultima stagione prima della successiva dittatura dei 9 scudetti juventini. Quel campionato lo vinsero i rossoneri allenati da Massimiliano Allegri e già allora guidati in campo da Zlatan Ibrahimovic (che però non faceva da chioccia ai giovani come oggi ma era stella «inter pares» in un gruppo fortissimo) e a decidere furono i due derby, entrambi vinti dal Milan: 1-0 all’andata (quando sulla panchina dell’Inter c’era Benitez) e 3-0 al ritorno (Ibra assente) con doppietta di Pato e sigillo di Cassano quando al posto di Benitez, esonerato, c’era già da un bel po’ Leonardo, la cui eccezionale rimonta rimase un progetto imploso . Così finì proprio 82 punti a 76 per Ibra e soci.

 

La marcia dei rossoneri

Nessuno ci credeva ad inizio stagione, ma il Milan di Pioli sta dimostrando di potersela giocare fino alla fine per la conquista dello scudetto. I rossoneri sono la squadra che ha perso meno in campionato: una sola sconfitta, il 3-1 con la Juve. È anche quella che ha vinto di più, 13 volte su 18. È continua, ha mentalità vincente, non molla il colpo, sa recuperare anche quando va sotto. La vittoria come obiettivo, la vittoria come normalità. Anche quando, come lunedì a Cagliari, ha fuori sette giocatori. Qui c’è molto di Pioli, che ha creato un vero gruppo squadra: chi entra, dà il massimo.

 

E poi c’è il talismano Zlatan Ibrahimovic. Lo svedese ha una media pazzesca: 12 gol in 8 presenze, media di 1,5 a partita, nessuno come lui in tutta Europa. Un leader assoluto. Tecnico ma non solo. La sua leadership matura ha alzato il livello dei giovani compagni. Oggi è un esempio, un modello, un trascinatore. L’unico dubbio, inevitabile, riguarda la tenuta: non può giocare sempre, ha quasi 40 anni, per rendere deve calibrare gli sforzi. Ecco perché l’arrivo di Mandzukic può essere il fattore decisivo: Ibra non è più l’unico a «fare paura».

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La grande Inter

A fare da contraltare c’è l’Inter di Conte. Una squadra partita con i favori dei pronostici ad inizio campionato e che dopo una serie di difficoltà sta trovando una continuità che fa ben sperare. L’Inter è cinica e pragmatica e a differenza dei cugini rossoneri può arrivare all’obiettivo dispiegando la sua forza quasi per inerzia. Barella e Lukaku sono i testimonial perfetti, ma a giudicare da quanto visto con la Juventus ora l’Inter sembra non avere punti deboli.

 

L’uscita dalla Champions resta una delusione e un fallimento enorme: Conte lo ha ricordato anche dopo la vittoria con la Juve. Poiché però non si può tornare indietro, va trasformata comunque in positivo. Come? Sfruttando la settimana «lunga» per affinare il gioco e salvare i muscoli. Alla fine, per una squadra che della automatizzazione dei movimenti fa il punto chiave del suo sistema calcistico avere più tempo per lavorare ad Appiano può fare la differenza.

 

E se il Milan può puntare su uno straordinario Zlatan Ibrahimovic, l’Inter può contare su uno degli attaccanti più forti del mondo: Romelu Lukaku. La sua è una leadership diversa nei modi ma uguale nella sostanza: anche lui 12 gol, anche lui riferimento tattico decisivo, anche lui una presenza fisica e spirituale fondamentale dentro la squadra. La differenza con Ibra? Non ha una controfigura come Mandzukic e, visti i problemi economici dell’Inter, mai l'avrà questa stagione. Lui, Conte e i tifosi nerazzurri pregano per la sua salute e si augurano di non dovere mai rimpiangere un sosia di Mandzukic.

 

Sarà dunque una sfida all’ultimo sangue tra due squadre pronte a darsi battaglia lungo un campionato più equilibrato ed avvincente che mai. La differenza la faranno gli scontri diretti e le altre squadre d’alta classifica che possono dare fastidio nella lotta scudetto, Juventus e Napoli su tutte.

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ROMELU MENAMA LUKAKU BOLINGOLI
Romelu Menama Lukaku Bolingoli chievo A
Nato il: 13/05/1993 (27)
Nato a: Antwerpen Belgio
Cittadinanza: Belgio / Belgio
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