Quando il Napoli lo ha strappato Beukema al Bologna la scorsa estate, la trattativa aveva il sapore di un colpo di livello. Trentuno milioni di euro per un difensore che a Bologna si era consacrato come uno dei centrali più solidi del campionato, cercato da Conte stesso. Un anno dopo, quella mossa di mercato è diventata uno dei casi più discussi della stagione azzurra.
Conte aveva chiesto Beukema già a marzo dell'anno precedente. Il club lo ha accontentato, spendendo intorno ai 35 milioni. Risultato: l'olandese è finito sistematicamente in panchina dietro a Juan Jesus.
Perché Conte non lo schiera?
Le ragioni sono essenzialmente tre:
Il ruolo non è il suo. Beukema ha ammesso di essere in una fase di apprendimento: il ruolo di braccetto nella difesa a tre non l'aveva mai ricoperto prima di Napoli. Arrivato dal Bologna come centrale puro, si è trovato a dover imparare un compito nuovo in corsa.
Un errore che ha pesato. Un grave errore individuale lo ha portato alla sostituzione al 57° minuto in una partita chiave, segnando l'inizio di una progressiva perdita di fiducia da parte di Conte.
Conte preferisce "l'usato sicuro". Il tecnico considera Juan Jesus un elemento più solido per la sua linea a tre, privilegiando la coppia Buongiorno–Juan Jesus per garantire copertura fisica e conoscenza del campionato.
Il campo però racconta un'altra storia. In 1.373 minuti giocati, Beukema ha registrato zero errori decisivi, 6 passaggi chiave e una percentuale di passaggi riusciti del 91%. Non è il rendimento di un flop.
Cosa cambia adesso? Forse il finale di stagione gli darà finalmente continuità.
Beukema è un difensore di qualità messo in condizioni difficili: ruolo nuovo, fiducia a corrente alternata, concorrenza di un veterano. Se Conte gli concede spazio nelle ultime giornate, può essere una pedina affidabile pulita, con qualche bonus da palla inattiva. Ma la stagione vissuta da comprimario lo rende un nome da tenere d’occhio per la prossima asta estiva.
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