- Vojvoda o è uno dei casi tattici più curiosi di questa Serie A. Arrivato a gennaio 2025 come terzino destro di esperienza, Fabregas lo ha schierato a sorpresa come ala destra nel 4-3-3, al fianco di Nico Paz, con Van der Brempt terzino sul lato opposto. Una scelta confermata più volte, tanto che quando Van der Brempt è uscito per infortunio, ci si aspettava Vojvoda tornare nel suo ruolo naturale: invece Fabregas ha pescato Smolcic dalla panchina, tenendo il kosovaro da attaccante laterale.
Il problema, in chiave fantacalcio, è la discontinuità. In questa stagione Vojvoda conta 20 presenze su 23 giornate giocate, ma solo 14 da titolare. Ora che il Como si è stabilizzato sullo schema a 4-2-3-1 con i titolari al completo, il suo spaziosi è ridotto ulteriormente.
E in futuro?
Gol e assist sempre in agguato con la libertà offensiva concessa da Fabregas (1 rete, 2 assist stagionali)
Fisicità e duttilità lo rendono utile in più zone del campo.
Fabregas è imprevedibile: può recuperarlo all'improvviso
Perché preoccupa?
Con gli esterni offensivi a disposizione, il suo ruolo si assottiglia.
Minuti calanti nelle ultime uscite.
Nessuna certezza di titolarità in vista della prossima stagione.
- Il secondo caso è Giovane. Troppo talento per stare in panchina, troppa concorrenza per giocare.
Giovane Santana è uno di quei nomi che stuzzicano, ma che al fantacalcio rischiano di deludere sistematicamente. Classe 2003, è capace di giocare da seconda punta o ala destra: buona fisicità, velocità e tecnica di base lo rendono un attaccante completo, abile sia a finalizzare che a dialogare coi compagni. Al Verona aveva convinto, chiudendo la prima metà di stagione con 3 reti, 4 assist.
Al Napoli è tutta un'altra storia. Finora conta solo 3 presenze, tutte da subentrante. Il passaggio da protagonista a comparsa è la fotografia perfetta di cosa significhi approdare in una grande.
Perché potrebbe valere ancora?
Propensione al bonus documentata: quando entra, punta l'area.
Con Conte che ruota il reparto offensivo, qualche chance da titolare può arrivare.
Prezzo contenuto: rapporto rischio/rendimento accettabile come terza scelta.
Perché preoccupa?
A Napoli difficilmente sarà un inamovibile, e partirà molto spesso dalla panchina.
Zero minuti da titolare in questa stagione.
La qualità del reparto offensivo azzurro lascia poco spazio all'imprevisto.
- Il terzo caso è Moise Kean.
Moise Kean è il grande assente di questo finale di stagione viola. Tutto parte dalla botta alla tibia rimediata a novembre contro il Lecce: un infortunio inizialmente contenuto, ma poi emerso in tutta la sua delicatezza nel 2026. Da quel momento, Kean ha saltato 10 delle 33 partite disputate in tutte le competizioni, con 7 presenze da subentrante e una da spettatore in panchina.
La situazione è peggiorata ulteriormente: dopo il rientro dai play-off mondiali con l'Italia, ha giocato buona parte di gara a Verona prima di fermarsi, senza nemmeno rientrare tra i convocati nelle tre partite successive.
Lo scenario per il fantacalcio è complicato. La sensazione è che Kean abbia bisogno di uno stop di un paio di mesi per recuperare completamente, e non è escluso che possa stringere i denti per la matematica salvezza della Fiorentina per poi fermarsi definitivamente e recuperare al 100% in vista della prossima stagione.
Perché potrebbe tornare utile?
Se recupera anche solo parzialmente, rimane il principale riferimento offensivo viola.
I gol pesanti in situazioni di pressione sono la sua firma.
Il Mister lo considera imprescindibile: farà di tutto per averlo nelle ultime giornate.
Perché preoccupa?
Lo staff medico della Fiorentina monitora la situazione giorno per giorno, senza una stima certa sui tempi di recupero.
Anche quando rientra, è probabile una gestione a singhiozzo con minutaggi ridotti.
Cinque giornate alla fine: il rischio di schierarlo per poi vederlo in tribuna è concreto.
COMMENTA