Da Hermoso a Rensch e Pisilli: gli uomini 'rigenerati' dalla cura Gasp

Quando Gian Piero Gasperini ha firmato per la Roma nell'estate 2025, in molti si sono chiesti chi avrebbe "rigenerato" questa volta. A Bergamo il copione era diventato quasi prevedibile: giocatori considerati incompiuti o in declino che, sotto la sua guida, si trasformavano in perni inamovibili. Ebbene, anche nella capitale il mister di Grugliasco ha trovato i suoi soggetti preferiti. E non sono i nomi che ci si aspettava.


Hermoso,  nella prima stagione alla Roma era stata complicata ma con Gasperini lo considera adesso una certezza. Un inizio col freno a mano tirato, insomma, con qualche problema fisico di troppo che aveva tenuto lontano lo spagnolo dalla continuità. Già prima dell'inizio della stagione, però, qualcuno aveva intuito che Hermoso potesse diventare uno di quei centrali che Gasperini trasforma in oro. 


Così è stato. La cura Gasperini ha rigenerato molti interpreti in casa giallorossa, ma nessuno incarna l'evoluzione tattica della nuova Roma quanto Mario Hermoso. Il centrale spagnolo sta vivendo la sua seconda giovinezza sportiva, trasformandosi da difensore d'area a incursore aggiunto.  
I numeri parlano chiaro. Con la rete alla Fiorentina, Hermoso ha raggiunto quota 4 gol stagionali, eguagliando il suo primato personale stabilito con l'Atletico Madrid nel 2022-23.  Un bottino straordinario per un difensore, reso possibile dai principi di gioco del tecnico piemontese: le progressioni offensive dei difensori, pilastro del sistema gasperiniano, hanno esaltato le caratteristiche di Hermoso.

 In chiave fantacalcio, il giudizio è netto: la sua capacità di partecipare alla manovra offensiva garantisce voti spesso sopra la sufficienza, a cui vanno aggiunti pesanti +3 niente affatto occasionali.  Per chi lo ha preso a prezzo base in asta, è stata la scommessa della stagione.


Rensch era arrivato a Roma con la nomea di jolly di fascia, uno di quelli buoni per tamponare le emergenze. In fase di asta era collocato in fascia E, tra le ultime scelte disponibili.  Gasperini, però, ha visto qualcosa di diverso in lui.

Da Hermoso a Rensch e Pisilli: gli uomini


Il sistema a tre dietro e le corsie esterne come autostrade offensive si adattano perfettamente alle caratteristiche di Rensch: dinamico, capace di sovrapporsi con continuità, con il pallone tra i piedi nell'ultimo terzo. Nelle probabili formazioni delle giornate centrali della stagione figurava regolarmente come titolare sulla fascia destra.


La consacrazione definitiva è arrivata nella 36ª giornata a Parma. In una partita folle, conclusa 2-3 per la Roma, è stato proprio Rensch a firmare il gol del pareggio nel recupero a rete che ha riaperto i giochi prima che Malen chiudesse i conti dal dischetto.  Un momento simbolico: l'ex riserva che decide una gara da tre punti pesantissimi nella corsa alla Champions.


Di tutti e tre, Pisilli è forse il caso più romantico. Prodotto del vivaio giallorosso, aveva già mostrato lampi interessanti nelle stagioni precedenti senza mai riuscire a imporsi con continuità. Con Gasperini, la prospettiva era intrigante sin dall'inizio: la possibilità di giocare sia nei due di mediana che sulla trequarti, con bonus che potevano aumentare significativamente. 


Quella scommessa è stata ripagata. Pisilli ha trovato spazio proprio nelle situazioni in cui Gasperini ha bisogno di qualità tra le linee: nell'assalto finale alla Fiorentina, ad esempio, è stato lui a calare il poker che ha definitivamente chiuso i giochi, ma anche a fornire l'assist per il primo gol di Mancini con un corner battuto in modo perfetto.  Gol e assist nella stessa partita, da centrocampista: esattamente il profilo che il gasp-style esalta.


Il punto comune tra i tre è evidente: nessuno era considerato un titolare designato prima dell'inizio della stagione. Il calcio di Gasperini, propositivo, aggressivo e basato su ritmi elevati con pressing alto e marcature a uomo, chiama i giocatori a interpretare più ruoli e premia la versatilità e la disponibilità atletica.  Hermoso, Rensch e Pisilli hanno risposto presente. . La mano del Gasp, ancora una volta, ha lasciato il segno.


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