Voti Serie A 14.a giornata: Cutrone balla da solo, follia Romulo e il Gallo gode. Chievo ferma big, a Roma è spettacolo

Vittoria pesantissima del Milan, che all'ora di pranzo batte il Parma a San Siro, arrivando momentaneamente al quarto posto in classifica. Succede tutto nella ripresa. Prima il vantaggio crociato con Inglese al 50'. Poi la reazione rabbiosa del Milan, che trova il pareggio con un super gol di Cutrone al volo dopo soli 5 minuti e poi con Kessie, freddo a trasformare il rigore al 71'.

Controllo fallito da Barillà al 10' che spreca una chance importante, al 17' splendida azione orchestrata dal Milan con Calabria che entra in area e crossa, pallone su cui Sepe non arriva e che attraversa tutta l'area senza che nessuno riesca ad intervenire.

Suso semina il panico al limite dell'area del Parma e calcia di destro sul primo palo ma Sepe mette in angolo. Il primo tempo non vede altri squilli e finisce in equilibrio.

Al 50', su un calcio d'angolo battuto da Scozzarella, Inglese di testa fredda Donnarumma, dopo essersi liberato dalla marcatura di Kessie. Per il centravanti ducale un altro gol al San Siro dopo quello bellissimo della passata stagione. Passano appena 5' e Cutrone al volo incrocia magnificamente per il pari, cambia l'inerzia col Diavolo in controllo e ospiti che prova a stanare l'avversario con la velocità di Biabiany, oggi più positivo di uno spento Gervinho.
 

Al 71' Bastoni tocca di mano e il Var decreta il penalty: Kessie è freddo e porta avanti i suoi. Nel finale occasionissima per Kessie che calcia alle stelle e per Borini che spreca un contropiede clamoroso. Finisce dopo 6' di recupero e rossoneri che superano bene l'emergenza. In difesa bene Abate da centrale adattato, Cutrone a tutto campo e Bakayoko ritrova smalto sul piano fisico. Nel Parma, oltre a Inglese, spiccano le prestazioni di Barillà in positivo e quella di Bastoni in negativo.

Pari a reti bianche tra Sassuolo e Udinese e in una gara in cui si aspettava uno spettacolo diverso per due squadre molto propositive in attacco. Nelle fase iniziali Duncan il più pericoloso: prima con un siluro costringe Musso al miracolo, e al 20' quando sugli sviluppi del corner, la palla arriva a Berardi che calcia di prima col destro dal limite, conclusione
deviata e finisce sui piedi Duncan, che tutto solo sul secondo palo insacca. Gol annullato dal VAR per offside. 

Nella ripresa i neroverdi fanno la partita e ci prova con Berardi, tiro deviato da Ekong, esce Babacar e entra Matri senza che però ci siano occasioni nitide. Anche Lasagna subentra a Behrami ma non è giornata di emozioni fino al termine del match.


Il Toro sfrutta la superiorità numerica e torna a casa con i 3 punti dalla sfida interna con il Genoa: espulso Romulo per doppio giallo e fuori Piatek (traversa in avvio). Juric azzecca la mossa lasciando in campo Kouamè che approfitta dello spazio concessogli su corner e porta avanti il Grifone. Poi il ribaltone in chiusura di tempo: prima la girata di Ansaldi veloce e precisa che vale l'1-1, poi Iago si beve Sandro in area con una finta ed è rigore, trasformazione non perfetta ma efficace del Gallo Belotti.

Nella ripresa granata che gestiscono e sfiorano il 3-1 con Iago Falque da fuori, Ola Aina si dimostra in palla ed è murato e Belotti si fa ipnotizzare di piede dal reattivo Radu. Poi Belotti serve Zaza con un istante di ritardo e Radu chiude, il punteggio non cambia più e il Toro senza entusiasmare si porta a casa un successo importante. Meitè poco brillante, Ansaldi è quello dei tempi belli. Kouamè fa reparto da solo e si merita tanti applausi, male Sandro che era stato preferito a Veloso in cabina di regia.

Il Frosinone spreca una grande opportunità, in casa davanti al pubblico del 'Benito Stirpe' contro il Cagliari: i canarini, dopo aver avuto in mano per un'ora abbondante di gioco il match, si fanno raggiungere ad un quarto d'ora dalla fine, pareggiando per 1-1 al cospetto dei rivali rossoblù chehe nell'ultimo scampolo di gara restano in dieci, complice l'espulsione rimediata da un ingenuo Nicolò Barella.

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Al 14' i padroni di casa passano in vantaggio: Maiello lanciadall'altra parte per Zampano. La palla è molto profonda, ma cade bene sulla testa dell'ex Pescara, che prolunga a rimorchio verso l'area di rigore: è dunque molto bravo Daniel Ciofani ad avanzare e portarsi l'uomo, in modo da liberare Cassata al tiro. Quest'ultimo ha la palla del raddoppio ma mette a lato, poi Campbell con un gran numero mette sulla testa di Ciofani che impegna in corner Cragno.

Nella ripresa ciociare che tendo quasi solo a difendersi e ripartire. Se da una parte ci provano Joao Pedro (palla alta) e Pavoletti (miracolo di Sportiello), dall'altra si rivelano pericolosissimi Beghetto (sinistro velenoso, deviato in corner) e Chibsah (tiro in diagonale respinto da Cragno).

La beffa ai ciociari viene servita a 15' dalla fine con Farias che sbuca sul secondo palo e in spaccata firma il pareggio. Serve un grande Sportiello per evitare di passare in svantaggio, si finisce con l'espulsione di un ingenuo Barella per fallo su Chibsah e con le chance per Ciofani e Pinamonti, sventate ancora una volta dall'attento Cragno. Cassata e Chibsah migliori tra i canarini, ottimo l'impatto di Farias mentre Srna dimostra di non essere quello di inizio stagione con un'altra prestazione insufficiente.

Altro stop (1-1) per la Lazio a Verona contro il Chievo, con la banda Di Carlo che si toglie la soddisfazione di fare punti ancora con una big anche se il pari serve davvero a poco in classifica. Match si sblocca al 25': perfetto passaggio filtrante da parte di Birsa in area per Pellissier che, a tu per tu con Strakosha, non sbaglia e porta avanti il Chievo. Il capitano sempreverde gialloblù giocherà una gara di sacrificio e ripartenze encomiabile..
 

Biancocelesti che provano a reagire in finale di tempo con un tentativo di testa di Correa, oggi in campo dal 1', e con una botta dal limite di Parolo. Nel secondo tempo Strakosha rischia il pasticcio! il portiere laziale si attarda troppo con il pallone tra i piedi e Pellissier per poco non glielo ruba. Suona la carica Immobile che impegna severamente Sorrentino fino a quando non trova l'assistenza di Correa sullo stretto e si invola verso la porta depositando il pallone alle spalle di Sorrentino con una conclusione secca e angolata.

Entra Kiyine che mette subito una palla insidiosa in area e sempre una sua iniziativa, Djordjevic manca di un soffio l'impatto al 90' che sarebbe valso il nuovo vantaggio. Veronesi che non si chiudono in trincea come contro il Napoli ma che cercano il contropiede vincente fino alla fine.

Nella Lazio non sfonda Milinkovic Savic, Patric si fa vedere con buoni spunti quando subentra a Marusic. Wallace tende a distrarsi in più di un'occasione, Obi è il fosforo in mediana per il Chievo, anche De Paoli e Bani sempre utili in chiusura. Birsa sulla trequarti inizia bene ma cala, Sorrentino resta una certezza.

Roma e Inter si dividono la posta (2-2) in un match ricco di occasioni e scarsa lucidiità difensiva su entrambi i fronti. Nerazzurri che iniziano con un palleggio insistito e prendono in mano il match, al 26' però è la Roma ad avere la prima chance: spunto di Schick che con un superbo colpo di tacco serve Florenzi il cui tiro viene fermato dal legno.

Al 36' protesta Zaniolo per un contrasto in area con D'Ambrosio, il Var non segnala ma il tocco c'è. Passa un minuto e stavolta l'asse D'Ambrosio-Keita funziona bene: il senegalese anticipa Juan e con lo stinco trafigge Olsen sul cross preciso da destra. Poi Handanovic vola sulla punizione di Kolarov e finisce il primo tempo.

Nella ripresa la Roma spinge e trova il pari con Under che approfitta di un buco di Asamoah e spara da fuori area, Handanovic immobile nemmeno si tuffa. La squadra di Spalletti soffre a sinistra e Asamoah è sempre in affanno, Perisic non riesce a essere determinante. Entra Politano per Keita, il gioco diventa spezzettato con squadre lunghe e al 66' Icardi sale in cielo, senza marcatura, sul corner di Brozovic. Giallorossi che provano a reagire, li aiuta Brozovic che apre il gomito sul corner, il Var convince Rocchi nell'assegnazione. Dal dischetto Kolarov infila potente in diagonale.

Esce Zaniolo dopo una grande prestazione di personalità, Politano murato da Juan Jesus e Icardi contenuto con esperienza da Manolas. Ultime chance per Brozovic (tiro forte ma centrale) e per Cristante che di testa sul corner manda alto. Pari utile in zona Champions più per l'Inter che mantiene a distanza i rivali capitolini. Schick non la vede quasi mai, Keita sente aria da derby e prosegue nel suo momento positivo. Borja meno brillante di Londra, Florenzi e Kolarov sulle fasce offrono dinamismo e accelerazioni notevoli.


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