Kulenovic e Obrador: identikit degli ultimi arrivati in casa Toro

È calato il sipario sul mercato di riparazione. Diverse società del massimo campionato italiano si sono rafforzate inserendo innesti nelle loro rose. Ma andiamo ad analizzare una singola situazione: il Torino.

Il mercato di questa storica società si è chiuso con due innesti mirati per puntellare la rosa di Mister Baroni: Sandro Kulenovic e Rafael Obrador. Due profili diversi uno esperto dell’area di rigore e l’altro una scommessa per la corsia sinistra entrambi chiamati a dare nuova linfa (e punti) alla stagione granata. Ma andiamo ad analizzare più a fondo l’identikit completo dei nuovi volti del Toro.

-Sandro Kulenovic: soprannominato "Il Gigante di Zagabria" a causa delle sue origini croate e della sua statura importante.
Arrivato dalla Dinamo Zagabria in prestito oneroso (500mila euro) con obbligo di riscatto fissato a 3 milioni (condizionato alla salvezza) Kulenovic è un ritorno romantico nella città della Mole avendo già vestito la maglia della Juventus Primavera nella stagione sportiva 2017-2018.
Nonostante possieda una statura imponente (1 91 cm) Kulenovic non è il classico centravanti statico. È un attaccante longilineo dotato di buona corsa.
Nella sua terra natale ha già dimostrato una buona dimestichezza con il goal riportando una media realizzativa importante (circa un gol ogni 145 minuti nella prima parte di stagione).
L'ex Dinamo è in grado di sacrificarsi palla al piede e lavorare per i compagni fungendo da riferimento centrale ma capace di svariare in tutta la zona offensiva del terreno di gioco.

 

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Kulenovic è un destro naturale solido nei duelli aerei e freddo sotto porta.
Nel Toro di Baroni si candida a essere l'alternativa di peso a Simeone o il partner d'attacco in un eventuale passaggio a due punte portando quella fisicità che mancava dopo il grave infortunio di Zapata.

Altro giocatore su cui vorremmo focalizzare la nostra attenzione è lo spagnolo Rafael Obrador. Talento dalla "Cantera Blanca"
la giovane promessa di origine iberica (classe 2004) arriva dal Benfica via Real Madrid. L'operazione è un prestito con diritto di riscatto fissato a 9 milioni.

Obrador è un terzino sinistro moderno cresciuto nella prestigiosa Fábrica del Real Madrid. È il classico esterno di spinta che ama aggredire la profondità fornendo alla squadra dinamicità sia nella fase di transizione offensiva che difensiva.

Il difensore passato nella squadra granata eccelle nel dribbling e nella conduzione del pallone. Ha una buona precisione nei passaggi (intorno all' 80%) preferendo il dialogo stretto e le sovrapposizioni.

La giovane promessa è sicuramente più propenso alla difesa alta e all'anticipo che alla copertura statica. Deve ancora crescere nelle letture e migliorare la precisione dei cross (attualmente intorno al 31%).
Mancino naturale una caratteristica tecnica che mancava numericamente nello scacchiere granata.
Obrador è in grado di agire sia come terzino in una difesa a quattro sia come quinto a tutta fascia nel 3-5-2 offrendo una variante più offensiva rispetto alle opzioni attuali.

Entrambi i giocatori passati agli ordini di Mister Baroni per noi rappresentano delle buone scommesse su cui puntare soprattutto nel caso inizino a collezionare un buon minutaggio nelle file granata.
Hanno  tutto il potenziale per rivelarsi degli ottimi cacciatori di bonus preziosi in chiave salvezza ma soprattutto ai fantallenatori che hanno avuto la lungimiranza di scommettere su di loro andando ad investire sui giovani e sul loro talento


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