Sassuolo, l'impatto di Garcia che non ti aspetti

UlisseGarcia  ha impiegato solo 45 minuti per conquistarsi un ruolo da proptagonista con i colori neroverdi: dal ruolo di spettatore in panchina al centro della scena, dal pareggio agognato alla vittoria conquistata grazie alla verve del nuovo entrato.

Il primo tempo era stato un mare mosso per il Sassuolo: l’Udinese, padrona di casa, aveva issato la bandiera con il gol di Oumar Solet al 10’, un colpo sporco con la punta che lasciava secco Muric e sembrava sigillare il destino della partita. Poi, all’intervallo, Fabio Grosso richiama Ulisses Garcia dalla panchina al posto di uno spento Josh Doig.  Al 56’ arriva il primo affondo. L’azione nasce da una ripartenza dopo un corner friulano: Laurienté accarezza il pallone sulla sinistra, Pinamonti tira fuori dal cilindro un tacco meraviglioso, e Garcia - che nel frattempo ha attraversato il campo- appare sulla sinistra. Il suo passaggio filtrante libera Pinamonti che di tacco trova Laurienté al centro dell’area: piattone destro e 1-1.

Trascorrono appena 37 secondi e Garcia torna a colpire. Riceve palla sulla fascia destra, alza lo sguardo  e scarica un cross arcuato, perfetto nella traiettoria, preciso nella misura. Andrea Pinamonti svetta, anticipa la difesa e infila Okoye

 

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ADESSO E' LUI IL TITOLARE?

L'ex Marsiglia ha chiuso spazi, ha vinto contrasti e ha attaccato la profondità. Arrivato in gennaio con l’etichetta di terzino sinistro affidabile, ha dimostrato di essere molto di più: un terzino che sa leggere il mare, accelerare quando serve e dosare la forza del cross.

Dotato di buona struttura fisica e forte nei contrasti, è in grado di ricoprire diversi ruoli: dal terzino a tutta fascia, al braccetto in una difesa a tre, fino a ricoprire il ruolo di interno di centrocampo in situazioni di necessità. La sua capacità di alternare la fase offensiva a quella difensiva, unita a una buona tecnica e rapidità, lo rendono un elemento prezioso per il Sassuolo, che potrà contare su di lui per rinforzare la fascia sinistra e migliorare la fase offensiva e difensiva. Arriva per sfidare Josh Doig che non avrà più la certezza di una maglia da titolare ma ora dovrà vedersela con un concorrente importante e non è da escludere che alla lunga lo svizzero possa anche superare lo scozzese nelle gerarchie.


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