Voti fantacalcio Serie A 34.a giornata: MaraMertens da urlo, Caicedo bomber vero. Sirigu di ferro, la resa di capitan Romagnoli!

Nell'anticipo delle 12.30 inizia bene il Frosinone, contro il Napoli, che al 7' ha una fiammata con Pinamonti che serve Valzania, grave errore di Koulibaly che sbaglia l’anticipo ma il centrocampista gialloazzurro manca lo specchio da facile posizione. Al 18' azzurri che sbloccano il match: direttamente da calcio di punizione Mertens inventa una parabola fulminante e raggiunge Maradona nella classifica all-time dei marcatori azzurri. Primo tempo in controllo per i ragazzi di Ancelotti che, a inizio ripresa, chiudono la pratica: uno-due tra i due ex Ajax, Younes e Milik, Younes si libera di tre avversari in dribbling prima di segnare il raddoppio. Bravo Ospina su un tiro di Gori, poi doppio palo per gli ospiti: prima il legno colpito da Callejon, l’azione prosegue e Fabian Ruiz prende la traversa. Nel finale ancora sfortunato Callejon che prende il secondo palo di giornata, poi un contropiede mal sfruttato in superiorità numerica dai partenopei in pieno recupero prima del fischio finale.

Tra gli azzurri spicca Younes tra i più in palla, Mertens inventa una perla, poco brillante Milik e Ghoulam stavolta appare decisamente più tonico delle ultime apparizioni. Tra i canarini, male un frastornato Ghiglione, anche Ariaudo troppo molle su Younes, Pinanonti fallisce una ghiotta occasione che poteva cambiare il match.

Altro pari per il Parma che non sa più vincere, finisce 1-1 contro il Chievo al Bentegodi. Al 16' punizione del Parma, è la prima occasione per i crociati, ma il servizio per Gervinho non va a buon fine. Il Parma aumenta progressivamente il possesso palla, Bastoni stacca bene di testa sul corner e la palla è di poco sopra la traversa. Ma il gol è maturo: al 37' su punizione è bravissimo Kucka a staccare di testa altissimo e insaccare sull punizione calciata da Scozzarella. Al 56' gol del Chievo con Meggiorini ma il Var annulla per fuorigioco. Il Chievo cambia marcia e trova subito il pareggio con Meggiorini di testa al 66' su un bel cross di baby Vignato. Tutto da rifare per i crociati. Al 73' Barba conclude una bellissima triangolazione e Sepe si oppone alla grande. Veronesi più reattivi nel finale ma il risultato non cambia. Tra i migliori Meggiorini, Vignato e Cesar per i padroni di casa, Bastoni riscatta qualche prestazione recente non all'altezza, Kucka non molla e Gervinho è ben contenuto.

Parte forte il Genoa a Ferrara, spinto da una situazione di classifica non proprio semplicissima. E nei primi 15 minuti gli uomini di Prandelli confezionano 3 buone palle gol. Prima con Kouame e Mazzitelli, ma le loro conclusioni dal limite si spengono fuori.
Sempre pericolos Kouame, con un grande affondo su lancio di Gunter, ma la traversa gli nega il gol. La Spal cresce e trova il vantaggio: Lazzari calcia dalla bandierina, Vicari spizza in mezzo, Felipe salta più alto di Romero e trova la rete dell'1-0. L'ultimo sussulto del primo tempo è ancora della SPAL con Fares che calcia dalla distanza trovando la parata di Radu

Il cambio modulo adottato da Prandelli nella ripresa sembra dare i frutti sperati e al 56' il Grifone trova il pareggio con il neo entrato Lapadula, bravo e fortunato nel battere Viviano con un tiro sporco dopo una serie di batti e ribatti al limite dell'area spallina. Il Genoa attacca con meno convinzione nel finale e la SPAL sfiora il nuovo vantaggio con Kurtic, bravo ad anticipare l'uscita di Radu ma Romero salva tutto sulla linea. Le due squadre non spingono più e quasi si accontentano di un pari utilissimo per la salvezza di entrambe.

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Lapadula ci mette quella grinta che serviva per evitare la sconfitta, Kouame sfortunato e Rolon quando entra è confusionario e irruento, bene Felipe e Missiroli nella Spal, l'attacco stavolta delude.

La Lazio ritrova il successo al Marassi contro la Sampdoria a quasi un mese di distanza dalla vittoria di San Siro e si rilancia in zona Champions. Inzaghi sceglie Caicedo e lascia in panchina inizialmente Immobile e la scelta lo ripaga alla grande. E' proprio lui infatti a sbloccare la gara: prima il recupero di palla a centrocampo sull’errore di Colley e il coast-to-coast di cinquanta metri che lo porta davanti ad Audero, trafitto con un perfetto piattone sinistro. Poi il raddoppio arriva quindici minuti dopo con un perfetto colpo di testa sull’ennesima ripartenza biancoceleste nel primo tempo, su cross pennellato da Romulo.
L’espulsione di Ramirez nel recupero del primo tempo sembra poter chiudere il discorso, ma la Lazio, dopo il palo di Romulo al decimo della ripresa, stacca la spina e la Samp gioca una gara di grande coraggio e determinazione.

Il gol di Quagliarella, rimesso in gioco dalla spizzata di Acerbi, accende il finale di gara. Murru colpisce un palo clamoroso e la Lazio è fortunata perché la palla rimbalza su Strakosha e finisce in calcio d’angolo. Gara vibrante e senza soste, Immobile su punizione coglie il diciassettesimo legno stagionale dei biancocelesti, nel finale Defrel non aggancia a un passo dalla porta. Biancocelesti che vincono e aspettano la sfida di domenica contro l'Atalanta all'Olimpico, ultimo treno Champions della stagione.

Bene ancora Bastos in difesa, più incerto Acerbi e Romulo a tratti è una scheggia impazzita. Caicedo mette grinta e senso della posizione da grande attaccante, Correa inarrestabile. Ramirez e Colley vivono un pomeriggio da incubo, Ekdal gioca un match di grande tempra, Quagliarella trova la zampata anche in una giornata complicata, Defrel ha sulla coscienza l'occasionissima del 2-2.

C'era attesa per lo spareggio Champions serale tra Torino e Milan. Belotti e compagni pressano bene di squadra e ii rosoneri sono alle corde. La prima occasione arriva su calcio piazzato: schema tra Berenguer e Belotti, che libera al tiro Ansaldi, palla di poco a lato.
Poche occasioni in una prima frazione di presing e studio, il Diavolo riesce a rendersi pericoloso soltanto nel finale, ma il tiro di Chalanoglu al 43′ viene respinto da un attento Sirigu. Al 58′ Izzo viene spinto in area di rigore, contatto lieve ma per Guida è penalty. Dal dischetto si presenta Belotti, che batte Donnarumma con un destro potente e centrale.

Il gioco della squadra rossonera però latita e l’unico lampo arriva su calcio da fermo: Bakayoko salta più in alto di tutti e al 67′ colpisce la traversa. Passano appena 2' e i granata la chiudono: Berenguer si avventa su una respinta corta di Musacchio e fulmina Donnarumma con un destro all’incrocio dei pali. Al 79′ Sirigu salva ancora su Bakayoko, con l'aiuto di Izzo. Il Milan allora perde la testa e Romagnoli si fa buttare fuori all’82’: applauso ironico nei confronti dell’arbitro Guida per un fallo a centrocampo fischiato a Belotti.  Il Toro sogna la Champions prima del derby, Gattuso si gioca tutto da qui alla fine.
Gara da invincibili per Sirigu, Nkoulu e Rincon, Izzo è furbo sul rigore. Meitè in ripresa dal punto di vista mentale, Ansaldi spina nel fianco e il Gallo Belotti stavolta non teme Donnarumma dal dischetto. Tra i rossoneri Conti sprofonda a destra, Romagnoli e Izzo commettono ingenuità colossali, Suso sbaglia passaggi elementari, si salvano solo Cutrone e Bakayoko e Donnarumma è in vena di uscite a vuoto.


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