La Fiorentina alza i giri, conosciamo il velocista Dodò

Dopo MandragoraJovic e  Gollini, ecco che la Fioprentina ha chiuso per Dodò, terzino destro dello Shakhtar. Si  trasferirà in viola per 14,5 milioni più 3,5 di bonus per un totale di 18. Firmerà un contratto di 5 anni che lo legherà alla Fiorentina fino al 2027

 

LA CARRIERA E L'ESPLOSIONE EUROPEA

Dodò nasce a Taubaté, cittadina dello Stato di San Paolo, il 17 novembre del 1998: inizia a giocare nel club della sua città, ma viene presto notato dal Coritiba, che lo inserisce nel proprio settore giovanile e nel 2016, a soli 18 anni, lo fa esordire in prima squadra. 
 

Dodò impiega poco a imporsi come titolare nella squadra di Curitiba, attraverso la quale compie il salto anche nelle nazionali giovanili brasiliane. Lo Shakthar, club abituato a pescare continuamente talenti dal Brasile, lo nota e nel gennaio 2018 decide di investire 2 milioni di euro per portarlo in Europa

 

All’arrivo in Ucraina, però, Dodò si mostra ancora acerbo per il calcio internazionale e così lo Shakhtar lo spedisce a farsi le ossa in Portogallo, al Vitoria Guimaraes, club nel quale però non trova grande spazio, collezionando appena 11 presenze tra campionato e coppa: in un numero così esiguo di partite, Dodò riesce comunque a segnare 2 gol e servire 2 assist. 

 

Le qualità ci sono, dunque, lo Shakhtar lo sa e nell’estate 2019 lo riporta in Ucraina. Qui Dodò inizia a trovare sempre maggiore spazio, fino a diventare titolare: da 2019 fino allo scoppio della guerra in Ucraina, Dodò gioca con la squadra di Donetsk 97 partite, firmando 5 gol e la bellezza di 17 assist, numeri davvero importanti per un difensore esterno. Con lo Shakhtar vince da protagonista campionato, Coppa e SuperCoppa d’Ucraina, inoltre gioca stabilmente in Europa: 21 le sue presenze in Champions League tra preliminari e fase a gironi, 9 quelle in Europa League

 

Fantacalcio a listone: come creare una rosa competitiva con 500 crediti

 

COSA PUO' DARE AL FANTACALCIO

La Fiorentina si sta per assicurare un classico esterno brasiliano, un tipo alla Cafù per intenderci ma con le dovute proporzioni, veloce e tecnicamente molto forte, oltre che dotato di grande personalità: nella sua ultima stagione allo Shakhtar Dodò ha completato il 57% dei dribbling tentati, numero che dipinge alla perfezione la sua abilità nell’uno contro uno. Il suo difetto principale è ovviamente nel gioco aereo: Dodò è alto appena 166 cm, non è dunque adatto a un calcio difensivo o a difendere basso in area di rigore. È un terzino di possesso e d’attacco, una caratteristica che si sposa alla perfezione con il calcio aggressivo di Italiano. Ci aspettiamo la doppia cifra tra gol e assist, anche se l'adattamento difensivo iniziale potrebbe portare voti non sempre adeguati alle aspettative.

 


News Correlate