Tempo di Coronavirus, tempo di prudenza in attesa di ripartire più forti che mai

Ciò che si pensava non potesse mai arrivare, ciò che sembrava stantio nella lontana ed estranea Cina, ha purtroppo fatto capolino nella nostra amata Italia. E’ partito tutto dalla sconosciuta e piccola Codogno, in provincia di una Lodi che si è ritrovata inaspettatamente al centro del mondo.

Sì, perché oltre al danno (visto che il famoso “paziente zero” europeo, da fonti recenti, sembra essere tedesco), la beffa, siamo da giorni etichettati come appestati e untori, eclatanti lo spot francese e l’immagine di una nota tv statunitense dell’Italia centro del virus , quasi come se in Cina non fosse mai accaduto nulla.

Questo sito è nato per parlare di calcio e fantacalcio, e per quanto sia difficile in questo momento, ci proveremo giorno dopo giorno, anche se in questo momento probabilmente né noi, né i nostri “follower” siamo dell’umore giusto.

Gli ultimi sprazzi di calcio sono stati quasi un’agonia: il preludio con il lunch match tra Parma e Spal all’ora di pranzo domenica dove i giocatori hanno atteso un’ora e un quarto per il fischio di inizio, dopo liti tra Federazioni, Associazione Calciatori e Lega.

Le partite che sembravano amichevoli estive, telecronisti in netta difficoltà, giocatori che faticano ad esultare. Sassuolo-Brescia alla TV col pensiero al discorso serale del Premier Conte e con l’attesa solamente della comunicazione della sospensione a data da destinarsi del campionato. Si può forse esultare veramente per un gol di Boga che ti fa vincere la giornata al fantacalcio? Si può assistere a cuor leggero a partite senza pubblico, motore del calcio?

In Francia ci deridono con la Pizza Coronavirus, e poi si ritrovano in migliaia per il raduno dei Puffi, in Spagna ci scrutano da lontano, come quando si giudica un bambino che ha combinato un guaio inconsciamente, e poi si assembrano attorno al Mestalla a Valencia, così come han fatto i francesi ieri fuori dal Parco dei Principi a Parigi per tifare.

Noi italiani sicuramente abbiamo sbagliato a sottovalutarlo, a reputare che il virus sconosciuto fosse solamente un “raffreddorino”, a pensare “tanto non mi riguarda, è a kilometri di distanza, e poi si ammalano gli anziani, per noi sarà massimo qualche colpo di tosse”. Tutti virologi, tutti esperti, tutti opinionisti: la messa no, la spesa si, il pubblico negli stadi no, la cena a casa di amici si, le palestre no, un caffè al bar però sì.

Ora basta scherzare, Conte ha parlato ancora alla Nazione, quasi tutto chiuso: poche le attività aperte, anche se si potrebbe sollevare polemica anche qui…ma è veramente producente sempre contestare le decisioni? Ora sono stati trovati positivi due protagonisti della Serie A, Rugani e Gabbiadini, ed ecco che anche i  cosiddetti VIP, che parevano immuni al virus, si sono rivelati fragili.

Le conseguenze saranno devastanti, oltre a morti e contagi non dimentichiamoci di ripercussioni economiche, i tanti imprenditori e dipendenti che si sono trovati insieme ad affrontare la precarietà del mondo del lavoro.

E il calcio? Il campionato è sospeso in attesa di stabilizzazioni e miglioramenti, ma ancora in Europa nessun provvedimento o comunque insufficienti, come se il virus fosse una “cosa nostra”. Eppure i casi non si fermano, i numeri crescono, e non solo in Italia, vedi i tre giocatori del Leicester scoperti positivi.

Giocare con la paura non fa bene a nessuno: paura di spostarsi con i mezzi di trasporto, paura dei contatti con gli addetti ai lavori, paura di marcare un avversario, addirittura paura di abbracciare un compagno di squadra.

E’ questo il calcio forse? Quel calcio capace di incollare le persone davanti alla TV, davanti ad una birra in un pub, mentre si mangia ad un ristorante o mangiando i pop corn al bar, capace di unire famiglie, amici, di fare urlare e cantare abbracciati a sconosciuti in uno stadio? Pensateci: pub chiusi, ristoranti e bar chiusi, no ad aggregazioni e quindi a serate sul divano con amici, e soprattutto il luogo più importante, il tempio di noi amanti del pallone, lo stadio chiuso. Avrebbe davvero senso andare avanti in queste condizioni?

Facciamo un appello a noi amanti del fantacalcio, del calcio, dello sport, della vita : mettiamo pausa per un po’. Quando ne usciremo torneremo ad assaporare in un altro modo le piccole cose, ogni gesto, torneremo ad abbracciare le persone a cui siamo legate ancora più forte, ci risolleveremo economicamente perché siamo la Nazione più bella e forte al mondo, sorrideremo e ci ricostruiremo un nuovo futuro, roseo e pieno di progetti, speranze, gioia: per favore, seguiamo i consigli degli addetti ai lavori. Ringraziamo medici, infermieri, farmacisti e anche i cassieri del supermercato. Stiamo a casa. Per noi stessi, per i nostri familiari, per i nostri compaesani. E anche per i francesi, che comunque “ci stanno sulle palle” e ci rimarranno sempre. Stiamo a casa. Grazie.


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