Taylor boom al fantacalcio, può essere un 'colpo' finale?

Con sole 11 presenze,  Taylor è diventato fondamentale per il gioco del centrocampo biancoceleste. Il problema è un altro: in quasi metà delle partite disputate è stato sostituito, segno che spesso non completa le gare. Questo lo rende un profilo da gestire con attenzione, ma non da scartare a priori: la sua presenza in campo, anche parziale, ha quasi sempre portato qualcosa di concreto.


Ma i numeri offensivi fanno gola. In soli 967 minuti ha realizzato 3 goal e 0 assist, il che equivale a un gol ogni circa 322 minuti. Per un centrocampista è una media tutt'altro che trascurabile. La sua media fanta di 6,68 è la più alta del confronto esaminato, trainata proprio da questi bonus. Tre reti in undici partite da titolare dicono che non si tratta di fortuna, ma di una tendenza concreta a inserirsi e a trovare la porta.


Sul piano disciplinare c'è qualche rischio: 3 cartellini gialli in 11 partite sono tanti, e una eventuale squalifica potrebbe toglierlo proprio quando serve. Nessun rosso finora, ma chi lo ha in rosa deve monitorare con attenzione la situazione diffide, specialmente nelle giornate decisive. Un turno di stop nel momento sbagliato può fare la differenza tra salvezza e retrocessione fantastica.

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Conviene puntarci al fantacalcio?
Con ancora diverse giornate da giocare, Taylor può essere una scommessa interessante a basso costo. Se la Lazio è coinvolta nella corsa europea, avrà bisogno di punti e lui potrebbe trovare più spazio. Il suo rendimento in casa è superiore — media fanta e voti più alti tra le mura amiche quindi vale la pena controllare il calendario prima di schierarlo. Le prossime gare casalinghe dei biancocelesti potrebbero essere il contesto ideale per vederlo protagonista.


Guardando al finale di stagione, con squadre che si giocano obiettivi importanti, i centrocampisti capaci di segnare diventano preziosissimi. Taylor ha già dimostrato di saperlo fare con una certa regolarità, e il fatto che sia sempre titolare quando disponibile suggerisce  che l’allenatore gli riservi un ruolo preciso nel suo sistema di gioco.


In sintesi: non è un titolare sicuro, ma ogni volta che gioca ha dimostrato di poter fare la differenza. Se lo hai in rosa e le prossime partite sono favorevoli, rischiare la titolarità può valere la pena.


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