Davis, il grande assente che ha salvato l'Udinese sul gong

Davis, assieme a Brenner, doveva in qualche modo sopperire alla mancanza di Deulofeu. Invece è rimasto vittima di una serie di infortuni che gli hanno impedito di poter aiutare la squadra.

A cominciare dal serio infortunio, il trauma distrattivo al tricipite surale sinistro che lo ha messo fuori per ben 16 giornate consecutive, dal 9 settembre fino al rientro del 7 gennaio, passando per il successivo problema muscolare accusato prima del Milan (20 gennaio) e dell’ultimo affaticamento, quello che lo ha escluso proprio alla vigilia dell’ultima sfida prima della sosta col Torino, Davis ha infatti inanellato ben 18 giornate di assenza, trascorrendo molto più tempo in infermeria che sul campo.

 

PERCHE' PUO' DIVENTARE UN FATTORE

Lo si è capito il 7 gennaio, quando Davis è subentrato a 7’ dalla fine a Sandi Lovric nella sfida interna persa 2-1 con la Lazio, facendo letteralmente il suo esordio nel mondo bianconero. In quei pochi minuti  mostrò non solo la potenza della sua muscolatura distribuita sui 190 centimetri, ma anche il senso del gioco dimostrato fin dal suo ingresso, prima con la personalità per andare al tiro con una botta di sinistro di poco alta, e poi lavorando un pallone servito in appoggio per la conclusione di Payero, rendendo subito l’idea del potenziale a disposizione.

 

EROE SALVEZZA-  I tifosi friulani alla fine possono gioire allo stadio Benito Stirpe e a Udine dopo la grande paura della retrocessione. I 95 minuti del film dell'ultima giornata raccontano di un'Udinese in serie B per più di mezz'ora, dal gol dell'Empoli fino al pareggio della Roma, mentre la squadra di Cannavaro rischia sulla conclusione di Zortea deviata da Okoye e sulla punizione di Soulè stampata sulla traversa. Paura che diventa gioia infinita quando Keinan Davis, sfrutta l'assist, forse involontario, di Lucca per scaricare in rete tutta la voglia della squadra di Cannavaro di restare in serie A. 

Davis, il grande assente che ha salvato l

In vista della prossima asta estiva si può affermare che ogni volta che è entrato dalla panchina ha messo il suo timbro sulle partite, cambiandole radicalmente. Tutto ciò fino all'ingresso contro il Frosinone e alla girata valsa la permanenza in categoria. Giocatore fisicamente devastante per questa Serie A, fosse stato integro probabilmente l'Udinese avrebbe fatto un altro campionato. Magari non sarà il nuovo Beto ma una scommessa la si può piazzare dietro i titolarissimi della propria rosa. Pensare dunque alla doppia cifra al fantalcio non è utopia.


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