Voti anticipi fantacalcio Serie A 4.a giornata: Lozano da paura, Gomez non si accende. Augello sublime, Ibra the King, Chiesa choc

Pronti via e il Napoli è subito pericoloso con Lozano che riceve palla nel cuore dell'area, controlla col petto ed esplode il destro fuori di poco. È il messicano il protagonista assoluto del match: dopo un paio di tentativi senza fortuna di Osimhen, Lozano sale in cattedra e indirizza il match con una straordinaria doppietta in cinque minuti tra 23’ e 27’: prima da rapace d'area sul cross di Di Lorenzo deviato in tuffo da Sportiello, poi con un gran gol dal limite dell'area sul tocco di Mertens. Atalanta tramortita e senza idee, cosa che succede raramente nelle ultime stagioni.

Al 30’ Sportiello capitola per la terza volta: fa tutto Politano, che riceve palla sulla sua mattonella preferita ed esplode il sinistro a modo suo. È grande Napoli al San Paolo: manca solo il gol di Osimhen per completare un primo tempo da sogno e al 43’ arriva puntuale anche il sigillo  del neo acquisto azzurro: Romero salta a vuoto sul rinvio di Ospina, Osimhen controlla e batte Sportiello col destro per il suo primo gol italiano. 

Dopo un primo tempo spettacolare, gli azzurri abbassano il ritmo nella seconda metà di gara anche se Mertens sfiora il quinto gol impegnando Sportiello con un gran tiro di controbalzo. L'Atalanta prova a reagire con le forze fresche messe in campo da Gasperini e al 24’ Lammers trova il gol della bandiera sfruttando la belal iniziativa di Romero in mezzo al campo. Finisce 4-1 per gli azzurri che adesso possono sognare un campionato di vertice. Male tutta l'Atalanta, con la difesa oggi troppo svagata, Gomez e Zapata non si vedono mai, la mossa Ilicic dal 1'  dopo un periodo di lunga inattività sembra un azzardo da parte di Gasperini. Bene Lozano e tutto il fronte offensivo azzurro che regala spettacolo, Bakayoko regge bene alla prima, nel finale si sivede Ghoulam in campo.

Dopo quattro anni senza successo, il Milan vince il derby: la formazione di Stefano Pioli supera l'Inter per 2-1  di campionato, al termine di una sfida molto intensa, con un primo tempo spettacolare e un secondo di pura lotta in mezzo al campo. La decide il grande ex di turno: Zlatan Ibrahimovic, che questa volta può festeggiare un successo nella stracittadina segnato da una sua doppietta maturata nel giro di tre minuti, tra il 13' e il 16'. L'Inter, dopo lo sbandamento, torna in carreggiata con Romelu Lukaku al 29esimo, poi prova a mettere in difficoltà i rossoneri peccando però troppo spesso di lucidità negli ultimi metri. Nella ripresa Lukaku è autore di azione personali devastanti ma senza successo, Lautaro svaria da destra a sinistra, con un Barella sempre sul pezzo. Hakimi fallisce il 2-2 di testa su imbeccata di Vidal, poi Krunic non trova il 3-1, nel finale gioco spezzetatto e tanti gialli. Mariani fischia un rigore a Lukaku sull'uscita di Donnarumma ma il tocco di Kjaer viene considerato involontario, con relativvo offside di partenza del belga. 
 

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Pagata la condizione fisica precaria degli uomini di Antonio Conte, che giocavano tra l'altro senza 6 positivi al covid più lo squalificato Sensi, che incassano la prima sconfitta in campionato mentre il Milan vola a quota 12 da solo in testa alla classifica. Nel Milan oltre a un superbo Ibra, prove di spessore dei due centrali di difesa, bene Kessie in copertura con Bennacer e un Leao che gioca con disiinvoltura. Nell'Inter Barella convnce, Hakimi sbaglia sul più bello, Kolarov da centrale è disastroso, Vidal lotta e sgomita ma non è ancora il leader assoluto.

La Lazio di Simone Inzaghi, orfana di molti infortunati e dello squalificato Ciro Immobile, è uscita sconfitta per 3-0 in casa della Sampdoria. Una partita a basso ritmo, nella quale i biancocelesti hanno fatto fatica a creare occasioni da gol. Il match è stato sbloccato da Fabio Quagliarella, alla partita numero 200 in blucerchiato. Poi Augello, con un tiro dal limite, ha raddoppiato dopo pochi minuti. Nella ripresa mister Inzaghi ha provato a scuotere i suoi con i cambi, ma gli ingressi di Marusic Fares e l’esordio in Serie A di Muriqi, non hanno cambiato il copione del match. L’unica vera occasione del match è capitata sul piede di Correa, imbeccato proprio dal kosovaro. Ma in gol è andata ancora la Sampdoria, con Damsgaard, alla sua prima rete in campionato su assist di Verre. Finisce così 3-0. Preoccupazione in casa Lazio in vista dell’esordio in Champions League contro il Borussia Dortmund. Squadra, spenta, demotivata, incapace di concludere in porta. Per i doriani Augello incanta, Thorsby comanda il centrocampo, Quagliarella da capitano vero, prova perfetta per Yoshida.

Partenza sprint per il Crotone: sono passati appena 12′ e la banda Stroppa può già esultare con Simy che trasforma il penalty concesso per un pestone che Bonucci rifila a Reca all’interno dell’area. Messias semina il panico servendo Simy, stavolta tardino nell’allargare il gioco in superiorità numerica. Azione sbagliata pagata a caro prezzo, visto che sul ribaltamento di fronte la Juve trova il pari con Morata che corregge da due passi una perfetta triangolazione ad altissima velocità avviata da Kulusevski e rifinita da Chiesa. Il gol ribalta la condizione mentale, e in questa fase i bianconeri prendono maggiore campo con un palleggio stavolta più fluido, anche se senza creare particolari ansie ad un Crotone sempre sul pezzo. La paratona di Cordaz su Portanova disinnesca l’unico pericolo prodotto dai bianconeri, mentre sul fronte opposto il solito Reca galoppa sulla fascia e penetra al centro servendo un pallone che finisce sui piedi di Pedro Pereira, il quale però colpisce debolmente tra le braccia di Buffon.

E’ sempre un Crotone pieno di energie e idee quello che sbuca dagli spogliatoi per il secondo tempo. Ogni ripartenza diventa un potenziale pericolo, ed è questione di centimetri la conclusione dal limite di Cigarini che finisce sopra l’incrocio tra la disperazione di Stroppa e dei compagni.

Pirlo fiuta il pericolo levando il giovane Portanova e inserendo Cuadrado. Ma cinque minuti dopo il tecnico osserva sconsolato il cartellino rosso esposto in faccia a Chiesa, reo di un’entratraccia a piedi uniti sulle caviglie di Cigarini. L’esterno della nazionale abbandona il campo a testa bassa, archiviando il debutto in bianconero con una doccia anticipata. Ma un minuto dopo la Juve rischia il sorpasso con il colpo di testa in avvitamento di Morata che bacia il palo e attraversa la linea finendo tra le braccia di Cordaz.  Nella confusione finale, altro episodio che chiama in causa il Var: Cuadrado serve Morata in area, lo spagnolo appoggia in rete ed esulta. Ma l’entusiasmo è strozzato dal fischio dell’arbitro che dopo il consulto con il colleghi davanti al monitor ravvisa il fuorigioco e lascia il risultato invariato. La parte finale è tesa e nervosa, il Crotone prova il colpaccio ma è più stanco e teme la beffa. Per la Juventus qualche timida incursione ma senza acuti. Finisce 1-1 ed è il primo, meritato, sorriso per il Crotone


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