Ogni fantallenatore arriva all'asta con un sogno ben preciso: portarsi a casa il grande bomber che possa trascinare la squadra per tutta la stagione. È una tentazione comprensibile, perché gli attaccanti sono quelli che accendono l'entusiasmo, fanno vendere più crediti e spesso monopolizzano le discussioni tra i partecipanti. Tuttavia, proprio questa corsa sfrenata ai top offensivi rappresenta uno degli errori più frequenti che si commettono durante l'asta. Le leghe non si vincono necessariamente con il miglior attaccante del campionato. Molto spesso a fare la differenza sono le rose equilibrate, quelle capaci di schierare ogni settimana un portiere affidabile, un difensore da bonus, un centrocampista che porta gol e assist e un attaccante di primo livello.
Avere almeno un big per reparto significa partire ogni giornata con una base di punteggio elevata e ridurre sensibilmente il rischio di dipendere dalle prestazioni di un singolo giocatore. Per raggiungere questo obiettivo serve però una strategia ben definita. Il primo consiglio è quello di non lasciarsi trascinare dall'emotività delle prime chiamate. Quando i vari Lautaro, Malen o gli altri grandi nomi vengono chiamati nei primi minuti dell'asta, il rischio è quello di assistere a una vera e propria inflazione dei prezzi. In queste situazioni il miglior alleato del fantallenatore è la pazienza. Lasciare che gli avversari spendano una parte consistente del budget nelle prime battute può rappresentare un vantaggio enorme nella fase centrale dell'asta. Un altro aspetto fondamentale riguarda la gestione del budget. Molti partecipanti arrivano preparati sui nomi ma non sulle cifre. In realtà la distribuzione dei crediti è spesso più importante della scelta dei singoli giocatori.
Chi vuole costruire una squadra completa dovrebbe partire con l'idea di investire una quota importante ma non eccessiva sull'attacco, mantenendo sempre risorse sufficienti per assicurarsi almeno un top a centrocampo e uno in difesa. È proprio in questi reparti che spesso si costruiscono i successi stagionali. Pensiamo ad esempio a un giocatore come Federico Dimarco. Nelle leghe con modificatore rappresenta un vantaggio competitivo enorme e spesso il suo impatto settimanale può avvicinarsi a quello di un attaccante. Lo stesso discorso vale per centrocampisti in grado di garantire continuità di bonus e prestazioni di alto livello. Investire su questi profili permette di distribuire il potenziale offensivo della squadra su più reparti anziché concentrare tutto su una singola punta. Una delle strategie più efficaci consiste proprio nell'acquistare il big della difesa o del centrocampo prima di lanciarsi sui grandi attaccanti.
Nella maggior parte delle aste l'attenzione generale è rivolta ai bomber e questo consente spesso di assicurarsi giocatori di altissimo livello a prezzi relativamente contenuti. Arrivare a metà asta con già in rosa un top della difesa e un top del centrocampo permette poi di affrontare con maggiore serenità la corsa all'attaccante di riferimento. Un altro elemento spesso sottovalutato è la gestione della liquidità. Molti fantallenatori arrivano alla fase finale dell'asta con pochissimi crediti disponibili, rinunciando di fatto alle ultime occasioni di mercato. Eppure non è raro vedere uscire proprio nelle fasi conclusive nomi di primo piano che, per una questione di disponibilità economica generale, vengono acquistati a cifre inferiori rispetto al loro reale valore. Conservare una parte del budget può trasformarsi in un'arma decisiva. In definitiva, il segreto per accaparrarsi almeno un big per ruolo non è spendere di più degli altri, ma spendere meglio. Bisogna evitare di inseguire ogni rilancio, mantenere lucidità quando l'asta entra nel vivo e avere una visione complessiva della propria rosa. Perché al fantacalcio, come nel calcio vero, le squadre costruite attorno a un solo campione possono vincere qualche partita, ma sono quelle complete e bilanciate ad avere maggiori possibilità di arrivare fino in fondo.
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