Dopo Velazquez e Nicola, ecco Tudor: la nuova Udinese del croato come giocherà?

Contro il Napoli un guizzo d'orgoglio solo per 45 minuti, contro la Juventus nella partita precedente malissimo: l'Udinese aveva bisogno di una scossa decisiva. Via Nicola, dentro Tudor, terzo allenatore a sedersi in questa stagione sulla bollente panchina della squadra friulana. Come cambia l'assetto tattico? Ci saranno gerarchie ribaltate?

Ci sono due ipotesi tattiche per Tudor, tecnico croato che subentrò l'anno scorso a 4 giornate dalla fine salvando i bianconeri. 

La prima è inizialmente continuare sulla difesa a tre, avendo poco tempo per provare cose nuove causa giocatori in Nazionale, per un 3-5-2 camaleontico a centrocampo. In difesa De Maio, Nuytinck e Troost-Ekong sono i favoriti per comporre il terzetto davanti a Musso, con Opoku prima riserva e il rientrante Samir a disposizione. In mediana ci sono due alternative, l'inserimento di Sandro (o Behrami) davanti alla difesa in partite più difensive e complicate, con ai lati Mandragora e Fofana, e De Paul in attacco con Lasagna (davanti a Teodorczyk e Okaka), oppure l'argentino sulla trequarti con l'esclusione del mediano metodista e l'inserimento di Pussetto in attacco. Sugli esterni Larsen a destra (che può scalare anche nel terzetto difensivo e Ter Avest sulla fascia) e uno tra D'Alessandro e Zeegelar sulla sinistra.

Seconda opzione, che magari potrebbe essere provata in un secondo momento, è quella della difesa a quattro, in un 4-4-2 o 4-2-3-1 a seconda della posizione di De Paul: Nuytinck e Troost-Ekong favoriti per la coppia centrale difensiva, con a sinistra Zeegelar (o Samir) e a destra Larsen, favorito su Ter Avest. Centralmente in mediana due maglie per quattro, con Fofana e Mandragora in vantaggio su Sandro e Behrami, esternamente D'Alessandro e Pussetto, davanti Lasagna accompagnato da De Paul, con Okaka e Teodorczyk che scalpitano dietro al capitano Kevin che ora sembra tornato in forma.

Sicuramente caratteristica delle squadre di Tudor è l'aggressività, il tecnico croato vuole vedere attaccamento alla maglia, compattezza, una squadra tosta insomma. Il nuovo Mister ha dichiarato di voler pensare prima a non prendere gol e trasformare il pressing in ripartenze incisive. Queste sono le richieste fondamentali per cercare di salvarsi il più agevolmente possibile, vista la classifica deficitaria.