Scontro tra titani, chi preferire in uno scambio tra Ibrahimovic e Lukaku?

Numeri 9 delle due squadre cugine di Milano. Attaccanti di due squadre che vivono momenti sportivi differenti. Terminali offensivi diversi anagraficamente, ma accomunati da una sola indole: essere BOMBER. E come tutti i più grandi bomber che si rispettino, il loro unico obiettivo e' fare goal. E lo fanno bene, anzi benissimo. Stiamo parlando di Romelu Lukaku, bomber dell'Inter e di Zlatan Ibrahimovic, bomber del Milan. Le loro gesta sono sotto gli occhi tutti, la loro firma nel tabellino dei marcatori è difficile da non leggere nelle giornate calcistiche; infatti a referto del belga contiamo fino a questo momento sette reti messe a segno e un assist; mentre per lo svedese contiamo dieci reti (ad oggi capocannoniere del torneo) e un assist e due rigori sbagliati su quattro calciati.

Numeri importanti per i due giganti, capaci di sorreggere sulle loro spalle tutto il peso della squadra ed ovviamente saperlo sopportare, facendolo sembrare leggero come una piuma. Due di quei bomber che pochissime volte, anzi direi raramente, deludono. Due campioni quelli veri, che il campionato nostrano sta ammirando o, nel caso di Ibra, sta ri-ammirando, dato che è di casa in Serie A. Bisogna però fare delle considerazione distinte per i due calciatori. Se da un lato Lukaku poteva dare in un certo senso sicurezza di prestazioni e di goal, basandoci sui numeri dello scorso campionato e notando una notevole crescita sotto la guida di Conte, che l'ha reso più completo, più continuo ed ancor più cattivo sottoporta, stesse aspettative non potevano essere riposte invece in Ibrahimovic, ma solo ed esclusivamente per la sua età.

Lo svedese di Malmoe si è ripresentato in Italia a 39 anni suonati, e questo poteva far intendere ad una più blanda continuità di prestazioni, più turnover e quindi una gestione più oculata della sua forma fisica. Dubbi spazzati via in pochissimo tempo. Ibra si è presentato con un fisico invidiabile, una forma fisica da far imbarazzo ai più giovani colleghi, una carica ed una voglia di dimostrare agli scettici che lui non era finito ancora e che nonostante la sua non più tenera età (tenera per il calcio giocato) fosse capace ancora una volta di fare la differenza. Un mostro! Senza nulla togliere a Lukaku. I due bomber stanno facendo le fortune delle loro rispettive squadre di appartenenza, stanno facendo esultare i tifosi e stanno soprattutto regalando tanti bonus ai fantallenatori che li hanno acquistati.

Scontro tra titani, chi preferire in uno scambio tra Ibrahimovic e Lukaku?


In termini di fantacalcio i due, insieme ad altri (e ai pochi aggiungiamo), saranno stati molto appetibili e molto costosi, ma lo sforzo sotto forma di crediti, non sarebbe stato di certo vano, dato che fanno reparto da solo , sia nella reltà che al fantacalcio. In tal senso, vogliamo porci una domanda e cercare di dare una più che sensata risposta: Chi come si reagirebbe ad una proposta di scambio fra i due? Chi preferire? Difficile rispondere, dato che parliamo di attaccanti che non smentiscono mai numeri e statistiche, e che praticamente sempre, come già detto all'inizio dell'articolo, vanno in rete con una regolarità stupefacente, e che molto probabilmente, insieme a Cristiano Ronaldo ed Immobile, si contenderanno lo scettro di capocannoniere a fine stagione.

In base a ciò quindi possiamo dire che sia uno scambio equo, che il numero di goal finali non sarà poi così ampio. Se proprio però ci dobbiamo sbilanciare, l'ago della bilancia lo faremmo tendere dalla parte dello svedese per motivi molto semplici e chiari. Ibrahimovic non riposerà quasi mai, non ha concorrenze in rosa, non gioca con la Nazionale, ma soprattutto ci sentiamo di dire che in questo momento è lui il Milan.

La squadra e mister Pioli puntano su di lui, per tutti i suoi compagni è il punto di riferimento indiscutibile. Dà la carica, li sprona in continuazione ed in maniera anche dura negli allenamenti. Questa personalità così forte dà sicurezza e compatezza, e lui, da campione qual'è, da l'esempio giusto di professionalità e di mentalità, e non è un caso che il suo modo di rispondere a questo comportamento da leader è farlo con i goal; ma una cosa che ci porta a preferirlo, è la voglia di lasciare ancora una volta un'impronta indelebile del calciatore che è, prima di dire (purtroppo) addio al calcio giocato. Un'analisi però da prendere con le molle, è solo un parere e un punto di vista. La cosa certa è che o con il titano belga o con il titano svedese, potrete andare in guerra attrezzati e potenti!