Asta Random: modalità e trucchi per gestirla, parola a un esperto

Avete presente quello strano batticuore che si avverte quando, a ogni inizio stagione calcistica, il presidente di lega schiaccia il fatidico tasto del computer, tutti i nomi dei calciatori si mescolano ed esce il primo nome? Se lo avete presente ma lo percepite sempre non preoccupatevi, è normale. Se invece non conoscete ancora la sensazione, preparatevi e… benvenuti all’asta random!

Il termine randomizzare, in questo specifico contesto, vuol dire rendere casuale la chiamata dei giocatori inseriti nella lista. Per cui salta praticamente ogni filtro. Può venir fuori subito Ronaldo come può uscire il terzo portiere dello Spezia come può uscire Cicciobomba cannoniere (che in quanto tale se fa i gol va bene pure). Non esistono riferimenti, insomma. Non c’è ordine di ruolo, non c’è ordine alfabetico, e inevitabilmente il livello di difficoltà aumenta. Ma il divertimento è assicurato. Intanto l’asta in sé è divertimento puro, perché ci si riunisce con gli amici, ci si prende bonariamente in giro, si assiste a gaffe madornali che resteranno negli annali delle varie leghe quanto se non più dell’albo d’oro stesso.

Personalmente faccio questo tipo di asta da anni e ho visto gente rilanciarsi da sola stile Paolo Villaggio in “Ho vinto la lotteria di Capodanno” quando doveva comprare la macchina da scrivere a tutti i costi, o gente urlare contro il Cielo come Ligabue perché compra un sesto attaccante totalmente inutile, occupando la casella che serviva a ospitare un big. Ma qualunque cosa abbia visto nella mia vita, il comune denominatore di ogni asta random è sempre e soltanto il divertimento e le risate più genuine.

Ma siccome oltre a ridere dobbiamo anche costruire una rosa competitiva (sennò questo articolo non ha senso), passiamo ad analizzare qualche modus operandi per svolgere al meglio questo tipo di asta così particolare. Potrei dire che le regole generali sono sempre quelle, e cioè suddivisione preventiva e oculata del budget per ruolo o per giocatore singolo, gestione oculata del budget stesso, stabilire le priorità. Ma c’è anche quel qualcosa in più che è puramente soggettivo e che esula da ogni regola scritta o non scritta. Che ci si voglia affidare all’istinto o al raziocinio o basarsi su giocatori simbolo, alla fine tutto è soggettivo e ogni tattica da utilizzare è più o meno opinabile. Quel che vado a consigliare io è puramente dettato da esperienze personali, poi ognuno è libero di agire come meglio preferisce.

Prendiamo ad esempio un fantacalcio composto da 10 persone che devono creare una rosa da 3-8-8-6, ovvero 3 portieri, 8 difensori, 8 centrocampisti e 6 attaccanti. La primissima cosa da fare, come sempre, è leggere bene il regolamento interno. E’ essenziale, quando comprate un gioco in scatola è la prima cosa che fate, sennò mica sapete come giocare. Qui è la stessa cosa. Per cui guardate attentamente se è previsto il modificatore di difesa o meno (se c’è, maggiore attenzione ai difensori), se il gol vale +3 o +1 (esistono fantacalci con bonus gol a +1, in tal caso prediligete i portatori sani di buon voto), se sono previsti bonus assist o malus ammonizioni. Sapere bene tutto questo in partenza vi detterà già la strategia da seguire. Che poi diventa soggettiva.

Personalmente io da anni, in caso di asta con 10 partecipanti, scrivo su un foglio tutti i portieri titolari delle varie squadre con rispettive riserve (nel caso in cui decidessi di legarmi a una sola squadra), 80 difensori che ritengo titolari o potenzialmente tali, idem per i centrocampisti, sempre 80, e 60 attaccanti. Ovviamente il calcolo è semplice, è dato dal numero dei giocatori da avere per reparto moltiplicato per il numero di partecipanti. I centrocampisti assegnati, ad esempio, saranno per forza 60, se ne scrivete 60, otto li prendete sicuramente. Poi sta a voi decidere su chi puntare di più, su chi di meno, su chi tentare il colpo a 1.

Essenziale ovviamente spuntare tutti i nomi scritti che vengono estratti, per avere sempre la situazione sotto controllo su chi deve ancora essere estratto, e stare quindi attenti a non occupare subito tutte le caselle (e a non sforare con il budget). A fine asta spesso si fanno i colpi più importanti a meno prezzo, per cui non abbiate premura, non scoraggiatevi se a metà asta vi trovate ancora con caselle vuote o con pochi acquisti effettuati.
 

Fissatevi un obiettivo, e quello deve essere. Che poi facciate come me, che da 4 anni punto un attaccante specifico e ci costruisco tutto il resto della rosa attorno, o che puntiate a creare una rosa equilibrata, poco cambia. Stabilite i vostri obiettivi e tutto il resto dipende da voi e dai vostri “amici rivali”. Siate fini psicologi se avete questa dote, e rilanciate per chi non vi interessa (si fa anche così, è il gioco) solo se siete sicuri che il vostro antagonista punti anche gli slip o i boxer per un determinato giocatore che a lui piace.

Certo, ricordate sempre che è un gioco che deve far stare bene tra amici, per cui ok il rilancio ma evitate le cosiddette “bastardate”, non è vergogna avvisare i concorrenti se sono ignari di un infortunio di 6 mesi di tale giocatore ad esempio. Poi è scelta soggettiva comprarlo o meno anche da rotto. Vincere è bello, dare il massimo è essenziale, sempre e in ogni cosa che si fa nella vita. Ma la competitività non deve mai lasciare il posto alla lealtà, alla classe, alla prerogativa principale del gioco: amicizia e socializzazione. Anzi, se per la sera dell’asta trovate anche il modo di fare una bella mangiata tra voi, prima o dopo (o durante) fate pure (sempre nel rispetto delle attuali norme vigenti, ricordiamoci sempre cosa abbiamo passato, per cui prudenza). Sarà il modo migliore per cementare amicizie aldilà del risultato fantacalcistico, e queste restano poi le vittorie più belle.