Il Torino di Ignazio Abate riparte da Zapata e lo fa senza ambiguità. Il nuovo tecnico granata lo ha confermato capitano nella conferenza di presentazione, con parole che chiudono ogni discorso di gerarchia: non vengo qui a stravolgere le gerarchie, mi aspetto tanto da lui. Zapata ha rinnovato fino al 2028, accettando una riduzione dell'ingaggio pur di restare protagonista di un progetto che lo considera ancora il fulcro offensivo. Il modulo di Abate dovrebbe essere un 3-5-2 o un 3-4-2-1 costruito attorno al suo peso specifico in area, con Simeone e Vlasic a completare il tridente offensivo e a garantirgli rifornimento costante. L'idea tattica più interessante è quella di un Simeone abbassato sulla trequarti, con Zapata unica punta pura, chiamato a vincere duelli aerei e finalizzare i cross: un ruolo che gli si addice perfettamente vista la sua fisicità. Il vero rischio resta quello fisico età e precedenti infortuni al ginocchio pesano nella valutazione ma se Zapata parte sano, la sua quotazione bassa in asta stride con un potenziale da titolare inamovibile in un attacco che gioca esplicitamente per lui.
Il Frosinone di Alvini ripropone la stessa scommessa che l'anno scorso ha pagato: Raimondo torna in prestito dal Bologna, che nel frattempo gli ha rinnovato il contratto fino al 2028, segno di quanto il classe 2004 sia considerato in crescita. Nella scorsa Serie B è stato tra i grandi protagonisti della promozione, con undici reti stagionali, un assist e la titolarità inamovibile dell'attacco ciociaro. Ora affronta il salto in Serie A da considerato uno dei perni dell'attacco del Frosinone con la titolarità già assegnata. Il rischio è ovviamente quello del salto di categoria, ma parliamo di un centravanti che si prende la squadra sulle spalle in un reparto senza troppe alternative di livello superiore: per un fantallenatore che cerca il jolly a basso costo da ultimo slot, il profilo è tra i più solidi tra le neopromosse.
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Il Genoa di De Rossi ha costruito il proprio futuro offensivo attorno a Colombo riscattandolo obbligatoriamente dal Milan dopo una stagione da protagonista: sette gol e due assist in 28 partite che hanno convinto il club a puntarci con decisione. De Rossi lo ha reso un giocatore diverso rispetto al passato, trasformandolo in un calciatore affidabile anche dal punto di vista dei bonus. Il ruolo di punta centrale nel 3-5-2 (o nell'eventuale 3-4-2-1) rossoblù è suo senza ombra di dubbio. L'unica incognita reale riguarda il possibile arrivo di un nome pesante come Dovbyk dalla Roma, che potrebbe insidiare la sua titolarità assoluta: al momento, però, resta lui il punto fermo del progetto tecnico di De Rossi, e la sua quotazione da centravanti lo rende un investimento interessante a costo contenuto.
Tre nomi, tre situazioni diverse, ma un denominatore comune: tutti e tre partono da titolari nei rispettivi undici e tutti e tre hanno una quotazione ancora bassa rispetto al potenziale che il contesto tattico gli offre. Zapata resta il colpo esperienza a rischio contenuto se la condizione fisica regge, Raimondo è la scommessa pura su chi ha già dimostrato di saper trascinare una squadra, Colombo è probabilmente il profilo più completo dei tre, con un allenatore che lo ha già valorizzato concretamente in stagione. In un'asta dove i grandi nomi si giocano sui primi slot, sono proprio questi jolly a basso costo a fare la differenza nel computo finale della squadra. Tenerli d'occhio, soprattutto nelle fasi finali di trattativa quando gli avversari si concentrano altrove, può essere la mossa vincente.
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