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Handanovic affonda l'Inter, Icardi sparisce ma Perisic resta una fanta-certezza: spunti fantacalcistici dell'avvio nerazzurro

Cosa aspettarsi dai ragazzi di Spalletti già col Bologna?

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Handanovic affonda l'Inter, Icardi sparisce ma Perisic resta una fanta-certezza: spunti fantacalcistici dell'avvio nerazzurro

Luci e poi ombre a San Siro. L’entusiasmo dei tifosi neroazzurri, accorsi in massa per l’esordio casalingo di questa serie A 2018/2019, nonostante il passo falso della prima giornata contro il modesto Sassuolo,  si è via via trasformato in paura e ansia con il passare dei minuti contro il Torino, con un finale di partita da brividi.

Contro il Sassuolo c’erano tanti alibi e tante situazioni che potevano fare svoltare subito pagina. Skriniar indisponibile sostituito da un Miranda distratto, Vrsaljko non al meglio e arrivato in ritardo post mondiale e sostituito dal terzino francese Dalbert (autore di una prestazione imbarazzante). Perisic, anche lui come Vrsaljko arrivato da poco, in permesso post mondiale entrato solo nella ripresa, Naingollan infortunato e un tandem d’attacco tutto da scoprire composto da Icardi e Lautaro Martinez: tutto ciò ha trasformato un esordio sulla carta semplice in una sconfitta di misura.

Tanti i presupposti per risalire la china in casa contro il Torino: il rientro negli undici di Skriniar, Vrsaljko e Perisic, il fattore campo (circa 60.000 spettatori ) e la voglia di riscatto di tutti i giocatori portavano ad un pronostico favorevole per gli uomini di Spalletti.

E così è stato, almeno per i primi 45 minuti: giocate semplici alternate alle imprevedibili percussioni di Politano e Vrsaljko, equilibrio dei reparti con i collanti Brozovic e Vecino, difesa a tre con D’Ambrosio-Skriniar-De Vrij (autore di uno dei suoi soliti gol) che non ha corso alcun rischio con ottimi disimpegni, un Perisic che si conferma certezza per l’Inter e per il nostro fantacalcio, con un gol bellissimo di destro, e Asamoah che garantisce solidità e dinamismo. Il primo tempo termina infatti 2-0 con un calcio spettacolare da parte dei nerazzurri e un Torino annichilito, in balia delle pericolose avanzate nerazzurre. Tutto molto bello, l’Inter torna troppo rilassata in campo e su un lancio di Iago Falque la difesa interista si fa trovare impreparata, Handanovic azzarda un uscita insensata e con uno stop Belotti elude il suo intervento e sigla a porta sguarnita. La “pazza Inter” da quel momento vede i fantasmi, Brozovic si addormenta spesso con la palla, Gagliardini sparisce dal campo, i difensori iniziano a sentire il fiato sul collo di un Torino che ha preso vigore e che trova il gol in un’azione confusionaria conclusa da uno dei migliori in campo, Meitè, che si conferma certezza e non meteora.

San Siro trema, il pubblico fischia, incoraggia, rumoreggia, è attonito, in confusione: probabilmente però chi sta peggio è l’incredulo Spalletti, che non sa cosa cambiare, temporeggia, considerando il calo sostanzialmente psicologico più che fisico della sua squadra. Non è esente da colpe il tecnico, anzi, probabilmente poteva e doveva gestire meglio alcune situazioni: puntare nuovamente su Dalbert dopo la prestazione horror di Sassuolo per sostituire l’acciaccato Asamoah è stata una scelta azzardata ad esempio. Provare a mettere in condizioni migliori o chiedere di più ad un Icardi che nelle difficoltà sparisce, e che dopo un discreto primo tempo passato a lottare nel gioco aereo e lavorando per i compagni, ha effettuato l’unico tiro in porta della sua partita nel finale: per un attaccante è molto poco, soprattutto se giochi per un top club come l’Inter. La colpa maggiore probabilmente però è stata quella di aspettare il 91esimo per un cambio che pareva scontato, come quello di Lautaro Martinez, giocatore talentuoso autore sì di una prova opaca a Reggio Emilia, ma con un grande “cattiveria agonistica” e con la voglia che solo un giovane che si vuole mettere in mostra sa tirare fuori, come ha poi mostrato negli unici due minuti a lui concessi.

Spalletti dovrà lavorare soprattutto sull’aspetto umano, cercando di chiarire i dubbi, parlando singolarmente con i giocatori, cercando risposte e chiedendo a tutti di dare qualcosa in più. La classe degli interpreti e il bel gioco mostrato nei primi 45 minuti sono la base da cui ripartire, vediamo se già sabato contro il Bologna i ragazzi di Spalletti si riscatteranno.

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TOMMASO BERNI
Tommaso Berni chievo P
Nato il: 01/03/1983 (37)
Nato a: Firenze Italia
Cittadinanza: Italia

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